Il suono in tasca: il Walkman

da | Giu 27, 2026 | News

Ripercorriamo il successo di un tool anni '80 che ha cambiato per sempre il modo di ascoltare la nostra musica preferita

Prima degli smartphone, delle Airpods e della musica in streaming, c’era lui: il Walkman. La sua invenzione risale alla fine degli anni ’70 e ha rivoluzionato, in modo significativo, la fruzione musicale rendendola un’esperienza portatile, facilitata e personale. Per la prima volta milioni di persone hanno potuto portare con sè i propri brani preferiti, accompagnando ad una passeggiata o ad una gita colonne sonore memorabili.

La prima volta che la musica entrò in tasca

Tra i ricordi più vivi e simbolici legati al Walkman, ci sono sicuramente quelli di chi lo ha iniziato ad utilizzare nei primi anni Ottanta. In Italia, infatti, si trattava ancora di un oggetto futuristico, raro e molto costoso. Un aneddoto, infatti, racconta di un picnic avvenuto tra il 1981 e il 1982: una signora rientrata dagli Stati Uniti si trovava a Isola del gran sasso (in Abruzzo) con il figlio, che possedeva uno dei primi esemplari di walkman. Facendo ascoltare le cuffie ai presenti, regalò un momento memorabile di ascolto con questo nuovo supporto. La canzone che usciva dalle cuffie era More Than This dei Roxy Music. Chi si trovava a banchettare in quel minuscolo paesino d’Abruzzo, ai piedi del Gran Sasso, divenne indissolubilmente legato a questo momento. La musica esplodeva nelle orecchie, i bassi risuonavano forti e scandivano momenti che sarebbero diventati ricordi indelebili.

Una rivoluzione fatta di emozioni e condivisione

Il Walkman fece successo non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche dal punto di vista della fruibilità. Per la prima volta era possibile, infatti, portare la propria colonna sonora preferita in giro ovunque, isolandosi dal traffico, dall’inquinamento acustico e dal rumore del mondo, creando un vero e proprio spazio personale (e non solo) fatto di emozioni, vibrazioni e ricordi. Il Walkman, inoltre, fece in modo di contribuire a creare sempre di più momenti di collettività e condivisione: chi ne possedeva uno provvedeva, spesso, a far ascoltare brani ai propri amici che non avevano avuto la stessa fortuna. Un esempio iconico è, sicuramente, quello del film ‘Il tempo delle mele’, storia romantica degli anni ’80 in cui i protagonisti condidono un momento emblematico grazie alla presenza del Walkaman: ballano, infatti, un lento utilizzando il supporto mentre tutti gli altri si scatenano in danze energiche. Questo supporto tecnologico creò, così, numerosi momenti di collettività.

Un ritorno del supporto fisico?

In un’epoca dominata dallo streaming e dall’accesso immediato a milioni di brani, si sta assistendo ad una riscoperta dei supporti fisici. Ciò è rappresentato, per esempio, dal successo del vinile, tornato protagonista nei negozi di dischi e nelle case degli ascoltatori. Una parte del pubblico, infatti, sente ancora il bisogno di riscoprire un rapporto tangibile e concreto con la musica. Possedere un album, sfogliare i testi e dedicare tempo all’ascolto rappresenta un momento unico rispetto alla semplice riproduzione digitale tramite il tasto di una playlist. In sintesi, è improbabile un vero ritorno del Walkman nel quotidiano, ma il successo di questo supporto dimostra che la tecnologia più amata è quella concreta.

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