Intervista ai The Bausa: come nasce il sound del trio che sta conquistando l’Europa

da | Giu 26, 2026 | Interviste

Dopo aver conquistato il pubblico internazionale con “Magnetic”, i The Bausa tornano con i nuovi singoli “Lose Myself” e “I Wanna”. Li abbiamo incontrati per parlare delle loro origini, del successo esploso sui social e dei prossimi obiettivi.

Negli ultimi mesi il nome dei The Bausa ha iniziato a comparire sempre più spesso nelle playlist dedicate alla nuova scena dance internazionale. Partiti dalla Norvegia, il trio composto da Edvard, Fredrik e Philip, ha costruito il proprio percorso senza scorciatoie, trasformando un’esperienza molto locale, quella delle canzoni realizzate per la russefeiring, la tradizionale festa di fine liceo norvegese, in una vera palestra creativa. Centinaia di brani scritti, ore infinite trascorse in studio e una continua ricerca del suono hanno dato forma a un’identità capace oggi di parlare ben oltre i confini del proprio Paese.

La svolta è arrivata con “Magnetic”, il brano che li ha fatti conoscere a livello internazionale grazie a una diffusione spontanea sui social, in particolare su TikTok. Un successo nato quasi per caso, il pezzo viene pubblicato online la sera stessa in cui viene completato e nel giro di poche ore iniziano ad arrivare commenti da ogni parte del mondo. Da quel momento il progetto prende una direzione completamente nuova, aprendo le porte ai primi tour internazionali e a un pubblico sempre più ampio.

La scorsa settimana il trio è tornato con due nuovi singoli, “Lose Myself” e “I Wanna”, due produzioni che confermano la direzione intrapresa. Entrambi i brani sono nati durante la stessa intensa sessione creativa che ha dato vita anche a “Magnetic”. Una settimana trascorsa in una baita immersa nella neve, lontano da tutto, in cui l’ispirazione sembrava non fermarsi mai. “Eravamo completamente nella zona”, raccontano sorridendo, ricordando quei giorni in cui ogni nuova idea sembrava trasformarsi in una potenziale hit.

The Bausa: “Il nostro sogno? Suonare nei più grandi festival del mondo

In occasione dell’uscita dei nuovi singoli abbiamo incontrato i The Bausa negli studi di Sony a Milano, per parlare delle loro origini, del processo creativo che li accompagna in studio, del successo internazionale arrivato in tempi rapidissimi e dei prossimi obiettivi. Tra il sogno di esibirsi sui palchi dei festival più importanti del mondo e la voglia di conquistare sempre più pubblico anche in Europa, il trio guarda avanti senza dimenticare il percorso che li ha portati fin qui.

Come è nato il vostro progetto? Avete iniziato scrivendo musica per la tradizionale russefeiring norvegese.

“Io facevo musica da solo già da circa tre anni prima di conoscere questi ragazzi a una festa del liceo. Filip, invece, produceva insieme a Fredrik da appena due o tre settimane. Mi fecero ascoltare una traccia che avevano realizzato e, sinceramente… era terribile! Davvero bruttissima.

Con Filip ci siamo conosciuti davvero in studio. Lui parlava già il linguaggio dei producer, così abbiamo iniziato a lavorare insieme. Nelle prime tre ore abbiamo creato quella che per noi era una vera hit e abbiamo passato tutta la notte a festeggiarla. Quella sessione ha definito il nostro modo di lavorare insieme. Da lì abbiamo iniziato a scrivere musica per la russefeiring, la tradizionale festa di fine liceo in Norvegia. I gruppi, composti generalmente da una trentina di ragazzi o ragazze, scelgono un nome, un logo e acquistano canzoni personalizzate dagli artisti. Per circa tre anni abbiamo scritto musica praticamente senza fermarci: saranno state circa 150 canzoni. È stato incredibile, ma è anche quello che ci ha reso gli artisti che siamo oggi. Ci ha permesso di migliorare tantissimo sia nella scrittura che nella produzione.”

Come nasce, in generale, una vostra traccia?

“Tutti e tre produciamo e tutti e tre cantiamo. Friedrik suona pianoforte e chitarra, quindi è lui che spesso costruisce la parte armonica. Io e Filip lavoriamo invece sulla topline e sulle melodie vocali. Quando siamo in studio è tutto molto spontaneo, sembra una grande jam session.”

“Magnetic” è diventata una delle tracce più forti anche su TikTok. Quando avete capito che stava succedendo qualcosa di speciale?

“Ce ne siamo accorti praticamente subito. Abbiamo pubblicato un TikTok la stessa sera in cui avevamo finito il brano e già il giorno successivo aveva iniziato a esplodere. Sono arrivati commenti da tutto il mondo, persino dall’Indonesia. Per noi era qualcosa di completamente nuovo. Certo, speravamo che una canzone in inglese potesse raggiungere un pubblico internazionale, ma vedere tutto questo accadere così velocemente, praticamente al primo tentativo, è stato surreale. Tra l’altro abbiamo scritto “Magnetic” in una baita durante l’inverno, mentre fuori c’era una tempesta di neve. Eravamo lì a immaginare un futuro come quello che oggi stiamo vivendo. Fuori c’erano circa 55 gradi in meno rispetto a oggi.”

L’Italia sta vivendo un momento molto importante per la musica elettronica. Ci sono artisti italiani che seguite o con cui vi piacerebbe collaborare?

“Sì! Uno dei nostri preferiti è sicuramente Pino D’Angiò. Per noi è una vera leggenda della disco music. Ci piace tantissimo anche il suo stile, era elegantissimo, aveva una voce profondissima ed era semplicemente un personaggio incredibilmente cool. Amiamo davvero la sua musica.”

Venerdì avete pubblicato i nuovi singoli “Lose Myself” e “I Wanna”. Come sono nati?

“In realtà sono stati scritti durante la stessa settimana in cui abbiamo composto “Magnetic”, sempre nella baita. Ogni giorno realizzavamo circa tre idee diverse e, onestamente, ci sembravano tutte delle hit. Tra quelle c’erano anche “Lose Myself” e “I Wanna”. È un po’ come nel calcio quando si dice che una squadra è “in forma”: ecco, quella settimana ci sentivamo esattamente così. Eravamo completamente nel flusso creativo. Ogni giorno uscivano nuove idee e sembrava che qualsiasi cosa facessimo potesse trasformarsi in una hit.”

A novembre arriverete anche a Milano per il vostro primo tour europeo. Cosa possono aspettarsi i fan?

“Sarà uno show davvero speciale. Canteremo dal vivo, saremo accompagnati da una band e ci sarà tantissima energia. Vogliamo che sia un’esperienza piena di divertimento, musica e voglia di ballare. Speriamo che sia il miglior concerto possibile per chi verrà a vederci.”

C’è un festival in particolare dove sognate di esibirvi?

“Per noi la risposta è senza dubbio Coachella. Ma in realtà ci sono tantissimi festival nel mondo in cui vorremmo suonare.”

E in Italia? C’è un festival dove vi piacerebbe esibirvi?

“Ci avete consigliato il Nameless Festival e lo conosciamo già, ne abbiamo sentito parlare. Speriamo davvero di poterci essere. In generale vogliamo suonare nei più grandi festival del mondo e, un giorno, riuscire a riempire gli stadi con i nostri concerti. Sarebbe qualcosa di davvero incredibile.”

La Playlist di Cromosomi