A un anno dall’uscita di Mentre Los Angeles Brucia, Fabri Fibra torna con la versione Deluxe dell’album, arricchita da quattro brani inediti e due collaborazioni sorprendenti. Il rapper marchigiano sceglie infatti di avvicinarsi a sonorità lontane dal suo universo, aprendosi al mondo indie grazie ai featuring con Frah Quintale e i Pinguini Tattici Nucleari.
Ad aprire il nuovo capitolo c’è Non dormo più, un brano che mette a nudo il lato più oscuro del successo. Essere arrivato in cima non porta serenità, ma un’inquietudine costante che si trasforma in insonnia. Con la sua solita penna diretta, Fibra affronta una delle verità più scomode della fama: l’insoddisfazione. Soldi, dischi d’oro e riconoscimenti non bastano a placare il desiderio di fare ancora di più e di sentirsi finalmente appagato.
Al top di bello c’è solo la vista, tipo che mi sento un equilibrista
L’insonnia cantata da Frah Quintale diventa così la metafora di una mente sempre in movimento, incapace di trovare pace e ancora alle prese con le proprie insicurezze e i propri demoni interiori.
Il secondo inedito, La Mia Musica, si muove invece in direzione opposta. Campionando “Il tempo vola”, Fibra costruisce uno dei pezzi più intimi del progetto.
Pomperanno la mia musica in tutti i quartieri di ’sto cazzo di paese quando sarò morto
È una vera e propria dichiarazione d’amore al rap, raccontato come qualcosa di indispensabile. La scrittura assume un valore catartico: è l’unico strumento in grado di dare un senso al caos interiore e trasformarlo in creatività. Ma la musica è anche riscatto sociale, il mezzo che gli ha permesso di uscire dall’anonimato e costruire una propria identità.
Tra ansie, verità scomode e fama Fabri Fibra è senza filtri
La cultura street e la narrativa indie si incontrano poi in Goya, il featuring con i Pinguini Tattici Nucleari. La voce tagliente di Fibra si alterna al timbro più morbido di Riccardo Zanotti, dando vita a un contrasto efficace. Il riferimento al pittore spagnolo Francisco Goya diventa il simbolo di uno sguardo cupo e paranoico sul presente. Le immagini violente evocate nel ritornello rimandano a una realtà percepita come ostile, mentre il mondo dello spettacolo viene dipinto come una macchina fredda e spietata.
Se non fai uno stadio sei un fiasco
Il brano è una riflessione sulla pressione costante del mercato musicale, ormai dominato da stream, classifiche e aspettative sempre più elevate. Sullo sfondo emerge anche il tema dell’intelligenza artificiale, vista come un’ulteriore fonte di ansia per un futuro in cui la creatività umana rischia di essere messa in discussione.
Infine c’è “FICT”, acronimo di Fatti I Cazzi Tuoi. Più esplicito di così, Fabri Fibra non poteva essere. Il messaggio è diretto e non ha bisogno di interpretazioni complesse: è uno sfogo contro tutte quelle persone che si sentono autorizzate a commentare e giudicare la vita degli altri. Un brano polemico che prende di mira fan, giornalisti e, più in generale, una società sempre più invadente e ossessionata dall’esprimere opinioni su tutto.
In fondo, è proprio questa la cifra stilistica di Fabri Fibra. Da oltre vent’anni il rapper marchigiano affronta temi scomodi con una sincerità disarmante, senza preoccuparsi di risultare sgradevole o divisivo. Non ha mai avuto paura di essere schietto, né di mettere in piazza le proprie fragilità, le contraddizioni del successo e le storture del mondo che lo circonda. Questa versione Deluxe di Mentre Los Angeles Brucia è l’ennesima dimostrazione di un artista che continua a stare sulla scena alle proprie condizioni, facendo la musica che vuole, quando vuole e soprattutto dicendo esattamente quello che pensa.










