Sabato 20 giugno tornerà a Roma la trentatreesima edizione del Pride. Manifestazione con corteo che rimpirà di tutti i suoi colori sgargianti, la sua passione e la sua ironia dissacrante le strade della Capitale. Siamo nel Pride Month, e Noi di Cromosomi, nel ricordarne l’importanza, vi offriamo una playlist per godere al meglio di una giornata del genere, che manifestiate o no. Al di là del riconoscersi in questo movimento e delle sfilate, è bello celebrare. Celebrare le diversità che nella loro difformità riempiono il mondo di sfumature, ovviamente. E la lotta, ormai allo scoperto, va avanti attraverso gli anni con il proprio orgoglio: Gay, Lesbo, Bisessuale e Transessuale.
Un orgoglio e un coraggio che nascono dalla sofferenza
Sono passati ormai 32 anni da quel “Gay Pride” 1994 che segnò un punto di svolta nella storia dei diritti della comunità LGBTQI+ , quando ancora non si chiamava nemmeno così: i diritti delle minoranze, il rispetto per gli orientamenti sessuali diversi. Questo era allora, niente di più e niente di meno. Nel 1990 era morto di AIDS Keith Haring, e nel 1991 Freddie Mercury. La lotta all’HIV aveva acceso i riflettori su tante ipocrisie della nostra storia. Iniziò così a diffondersi la consapevolezza circa l’informazione e il rispetto necessario legato alle diversità dei gusti e delle pratiche sessuali.
Il Pride in Italia
Nel corso dei decenni, è diventato qualcosa di molto più significativo e potente di una semplice orgoglio di minoranza, rivendicazione irriverente contro un moralismo e un conservatorismo stantio. Tornato definitivamente a Roma nel 1997, il 2000 vide tra le vie dell’Urbe proprio l’edizione mondiale del Pride, in concomitanza del giubileo e tra mille polemiche. Tuttavia, l’acqua non si ferma con le mani: grande successo, oltre mezzo milione di partecipanti. Da allora con crescente entusiasmo la comunità si è allargata, continuano a cadere muri, a susseguirsi coming out in un mondo sempre meno bigotto e reazionario. Nell’elogio assoluto della libertà degli individui, il Pride di Roma in giugno resta un punto fermo, un collante delle lotte e delle rivendicazioni di un pezzo di questo Paese che – indifferente al fastidio di alcuni- continua a combattere, in modo colorato ed esuberante, per il rispetto di tutte le diversità e per la dignità di tutte le persone.
Pride a Roma, città capofila di una sensibilizzazione ancora necessaria
Non sono una sfilata, o una carnevalata come la definiscono i detrattori, ma anche un’occasione di sensibilizzazione e presa di coscienza per tutte le persone eterobasic. Un momento di rivelazione dell’ovvio: le persone con diversi orientamenti sono ovunque, e non solo nel mondo dello spettacolo dove siamo stereotipicamente abituati a collocarle, ma nella nostra società , che innervano e fanno vivere esattamente come chiunque altro. E hanno diritto ad essere lasciate in pace e vivere serene, come tutti gli altri. Che di certo non sono eterosessuali perché osservanti o migliori, ma solo perché fatti così. L’omosessualità , la transessualità non sono mai stati così “normali”: ma paradosso freudiano, questo conferma solo che la normalità non esiste, costrutto culturale rassicurante per i conformisti.
In un mondo di orgogli nazionali, autoritari, bandiere e culto delle armi, noi ci teniamo orgogliosamente il Pride. Con la sua festa sgargiante e pacifica, le sue inoffensive carnevalate… e soprattutto la musica.
Qui una playlist adatta ad affrontare al meglio una giornata -e un mese!- di festa e rivendicazione!










