Cโรจ stato un momento preciso, durante la seconda giornata di Spring Attitude, tra la fine del set di Motta e lโinizio di quello di Nathy Peluso, in cui รจ stato chiaro a tutti che il festival aveva vinto la propria scommessa. Le stesse persone viste piangere sulle note di un vinile del 2016, unโora dopo, erano completamente immerse a ballare il merengue de La despedida di Daddy Yankee. E due ore dopo ancora, a fare headbanging sotto cassa su un set techno giapponese.ย
Il sabato sera del festival romano, arrivato alla sua quindicesima edizione, รจ stato un cortocircuito generazionale ed estetico perfettamente riuscito.
Emma Nolde e la macchina del tempo di Motta
Lโapertura del main stage serale รจ stata affidata a Emma Nolde. La cantautrice toscana ha magnetizzato il pubblico con la sua solita presenza scenica, impressionante. Tra il graffio del suo timbro e una freschezza elettronica che ha coinvolto dalle prime ore della serata il pubblico capitolino.
Il vero climax della prima parte di serata, perรฒ, porta il nome di Motta. Operazione nostalgia? Forse. Riproporre integralmente il suo Ep dโesordio La fine dei vent’anni a dieci anni di distanza si รจ rivelato un rito catartico. Sentire quelle canzoni oggi, con un pubblico un poโ nuovo, un poโ solo cresciuto, che ne ha cantato ogni verso ed ogni parola a memoria, ha consacrato lโalbum del 2016 come un classico indie ormai definibile senza tempo. Il cantautore ha stretto lo stomaco di tutta la platea, che lโha accompagnato a gran voce per tutta lโesibizione.
Il ciclone Nathy Peluso e una pista senza regole
Poi, il cambio di passo totale. Sale sul palco Nathy Peluso e quello che sembrava un locale indie rock si รจ trasformato in un club di Buenos Aires misto a un teatro d’avanguardia. Via le batterie e le chitarre per dare spazio a unโensemble di ballerini vestiti di abiti e ventagli colorati. Sul led, con grafiche anni 2000, la scritta โHay que bailar para sanar los corazonesโ, โBisogna ballare per guarire i cuoriโ. La popstar argentina รจ una forza ipnotica: teatrale, ipnotica, dai versi rap, alle hit di inizio millennio alternate ai passi di salsa e bachata. Il set del Club Grasa ha incendiato il festival, trascinando alla fine anche i piรน scettici in un vortice di ritmo.
Le hanno fatto eco, poi, i Dov’รจ Liana, che a loro volta hanno ri-trasformato lโarea concerti della Nuvola di Fuksas, stavolta in una festa french-touch elettronica. A chiudere lโinfinita notte รจ arrivato il set di Yousuke Yukimatsu.
La potenza di Spring Attitude
Il DJ e produttore giapponese ha decostruito ancora una volta i punti di riferimento del pubblico con una selezione imprevedibile: un viaggio noise e techno sperimentale che ha spettinato i (tantissimi) sopravvissuti, chiudendo la seconda giornata alle prime luci dell’alba, che cโera una sola consapevolezza: Spring Attitude รจ il luogo in cui convivono la canzone d’autore piรน intima e le derive piรน estreme della club culture.
Questo secondo e ultimo giorno conferma il festival come un’esperienza totalizzante, dimostrando che Roma sa farsi teatro di eventi che non hanno nulla da invidiare alle grandi realtร del resto dโEuropa.










