I Dov’è Liana sono tornati con Cookie’s Party, il nuovo singolo che, insieme alla precedente Cip Cip, preannunciano un’estate di resistenza ma leggerezza.
I Dov’è Liana sono tornati ma stavolta più loud che mai.
Non un ritorno qualsiasi; con Cookie’s Party la band sembra prendere una nuova direzione – piuttosto che verso una classica dancefloor, verso un club fatto di luci basse e sudore.
Cookie’s Party non è “solo” una traccia nuova quanto piuttosto una dichiarazione – uno scarto laterale rispetto a quello che ci si aspetta da loro.
Il brano non si comporta come una canzone tradizionale dei Dov’è Liana – non costruisce un climax classico, non ti porta dove ti aspetti di essere portato.
Il sound, certo, è il signature Dov’è Liana – italodisco con qualcosa di dichiaratamente francese, quel tipo di groove un po’ sporco ma un po’ chic. Come se fosse il lovechild delle Eva Eva Eva ed i JUSTICE. Ma c’è anche da dire che stavolta non è la classica hit lineare da club a cui i Dov’è Liana ci hanno abituati: è più obliqua, più parlata, più teatrale.
È proprio qui che si gioca tutto, perché Cookie’s Party funziona come un piccolo manifesto irriverente travestito da gioco
Un gioco che però ha delle regole chiarissime: prendere un po’ in giro le istituzioni (e le imposizioni) smontandole pezzo per pezzo, ma senza mai diventare pesanti o didascalici. Anzi, fanno esattamente il contrario: usano la metafora dei bambini.
Un linguaggio non infantile e non ingenuo, collegato a ciò che però, nell’immaginario collettivo, lo è. Un dispositivo potentissimo che non è davvero innocente ma è filtrato, costruito, lucido.
È come se i bambini si ammutinassero sulle note dell’house music, o meglio come se noi ci ammutinassimo sulle note dell’house music, tornando a manifestare contro il mondo nella nostra forma più pura. Noi, ma più consapevoli. Senza filtri e liberi da certe sovrastrutture.
È un equilibrio difficile: essere leggeri senza essere vuoti, essere intelligenti senza diventare freddi. I Dov’è Liana con Cookie’s Party ci riescono e forse proprio perché non cercano mai di dimostrare nulla – fanno quello che sanno fare meglio: creare un mondo.
Nel modo più chic e french touch possibile.
E se questo è l’antefatto, we are surely invested in what’s coming next.










