Perché il televoto dell’Eurovision preferisce la cassa dritta ai codici della radio?

da | Mag 17, 2026 | News

Un cumulo di foglietti sgranati con i dati del televoto scorre sui monitor della sala stampa mentre i tecnici di Vienna iniziano a smontare la mastodontica Infinity Screen.

La chiusura del festival canoro più discusso d’Europa lascia sul campo vincitori formali e trionfatori morali, ridefinendo la mappa geopolitica del pop contemporaneo. La vittoria della Bulgaria, guidata dall’energia martellante di Dara con Bangaranga, certifica il successo di una cassa dritta arricchita da cori folk, capace di superare i calcoli politici che vedevano il concorrente israeliano Noam Bettan tallonare la vetta con Michelle. L’Italia archivia l’esperienza viennese con il quinto posto di Sal Da Vinci, un posizionamento di puro mestiere che fotografa la straordinaria tenuta della tradizione melodica nazionale di fronte alle derive elettroniche continentali.

I dati reali, tuttavia, emergono dalle preferenze espresse dalle giurie e dal pubblico da casa, rivelando una spaccatura netta tra l’estetica delle accademie e la pancia dei telespettatori.

La giuria tecnica italiana, composta da addetti ai lavori e programmatori radiofonici, ha assegnato i suoi dodici punti all’eleganza pop di Essyla con Dancing on the ice per il Belgio, seguita dalla Svezia di Felicia con My system. Si tratta della scelta prevedibile di chi valuta la pulizia formale e la commerciabilità radiofonica di un prodotto preconfezionato per i network. Il televoto ha ribaltato i tavoli del perbenismo musicale premiando il caos creativo della periferia europea. I dodici punti popolari sono andati dritti a Satoshi e alla sua Viva, Moldova!, un frullato ipercinetico di flauti tradizionali e breakbeat anni Novanta che ha trasformato i salotti italiani in una curva da stadio. Questa preferenza di massa dimostra che il pubblico sa premiare l’autenticità dell’eccesso quando questo rifiuta di allinearsi ai mercati egemoni.

La spinta dal basso ha premiato con generosità anche la Romania di Alexandra Căpitănescu, regalando dieci punti alle chitarre affilate di Choke me, e ha riservato un bottino pesante di otto punti alla stessa Israele. La discrepanza tra il voto freddo dei tecnici e l’entusiasmo della piazza evidenzia come la musica sia ancora un territorio dominato dalle passioni viscerali. I giurati hanno concesso le briciole a Satoshi, lasciandogli un solo punto di consolazione, quasi a voler punire un’attitudine troppo sfacciata e distante dai canoni del buon gusto televisivo.

Sabato sera la platea ha preferito la festa da strada alla perfezione geometrica dei codici radiofonici, dimostrando una salutare mancanza di rispetto per le gerarchie stabilite dai palinsesti istituzionali.

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