Se questo è davvero l’anno dei grandi ritorni, allora dentro questo elenco Milano può tranquillamente segnare anche quello dei 5 Seconds of Summer. La band australiana torna in Italia e al Forum di Assago portandosi dietro tutto: i fan di sempre, quelli arrivati dopo, e un’energia che negli anni non si è mai davvero spenta.
C’è chi li segue dagli inizi, chi li ha scoperti più tardi, ma il risultato non cambia: quella del concerto di ieri è una folla compatta e rumorosa. Luke Hemmings, Calum Hood, Ashton Irwin e Michael Clifford salgono sul palco e bastano pochi secondi per capire la direzione della serata: energia altissima, zero distanza. Non è, infatti, solo un concerto, ma uno scambio continuo. Il pubblico canta ogni parola, spesso coprendo la voce della band, e loro tengono il palco senza mai perdere presa sui fan.
I 5 Seconds of Summer sono performer completi, perfettamente a loro agio: guidano il pubblico, lo tengono agganciato, lo fanno muovere insieme a loro. Ogni gesto, ogni pausa, ogni ripartenza è calibrata e non perde mai spontaneità.
La scaletta si muove tra passato e presente, attraversando tutte le fasi della loro carriera, alternando i brani che hanno segnato un’intera generazione a quelli più recenti. È un flashback costante che ricorda chi erano e, allo stesso tempo, conferma chi sono ancora.
Lo show è diviso in atti, momenti diversi che cambiano atmosfera senza spezzare il ritmo. Anche visivamente, tutto segue questa struttura , con scenografie e grafiche che si muovono a tempo di musica. Nel mezzo, c’è spazio anche a momenti più personali: parti soliste, frammenti di racconto individuale che si inseriscono nel flusso del live senza interromperlo davvero. E poi i video, sempre presenti, che tengono il pubblico dentro lo show anche nei cambi, mescolando immagini di oggi e ricordi del passato.
Sul palco parlano, scherzano, si presentano a vicenda come se fosse ogni volta la prima, creando piccoli momenti che diventano subito complici con il pubblico. Ad un certo punto arriva anche una specie di guida, “A 5SOS guide: becoming a star in Italy”, tra lingua, meme e riferimenti alla cultura locale. E non poteva di certo mancare la secret song, “Start Over”, uno dei momenti più attesi della serata.
Non è nostalgia e non è solo un ritorno: è continuità. Forse è proprio questo il punto: non si tratta solo di crescere, ma di restare riconoscibili mentre tutto cambia. I 5 Seconds of Summer a Milano ci riescono ancora, senza mai perdere ciò che li ha portati fin qui.










