Motore, ciak, azione.
Parte così il tour “C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story”, un incredibile turbine di energia e passione che ha fatto la sua seconda tappa al Forum di Assago, conquistando migliaia di fan arrivati da tutta Italia.
Un viaggio nella musica italiana, tra successi senza tempo e ricordi che hanno scatenato il pubblico che non ha mai smesso di cantare e acclamare Gianni Morandi a gran voce, uno dei pilastri della nostra storia musicale con oltre sessant’anni di carriera e più 50 milioni di dischi venduti.
Una scaletta di successi
Dopo un video introduttivo in cui una piccola quercia, simbolo di forza e di bellezza, cresce fino a diventare maestosa, riflettendo nelle sue foglie i momenti più significativi della carriera di Morandi, il cantante fa il suo ingresso tra gli applausi. Una chitarra cala dall’alto del palco e dà il via al concerto con C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, eseguita inizialmente in versione chitarra e voce per poi esplodere con l’ingresso della band.
L’atmosfera si scalda subito con l’ultimo singolo Monghidoro, seguito da grandi successi come Occhi di ragazza, Se perdo anche te, L’attrazione e La mia nemica amatissima.
Non manca un ricordo a Lucio Dalla, amico e figura fondamentale nella vita artistica e personale di Morandi. Un video speciale dei due artisti che si affrontano scherzosamente in un incontro di boxe introduce un omaggio intenso con Futura e Piazza Grande, capolavori dell’artista bolognese, e il ricordo affettuoso:
Per me Lucio è stato amicizia, è stato gioco, è stato Bologna, è stato forza, è stato follia, è stato complicità, è stato risate e sana rivalità. Stare sullo stesso palco e fare musica insieme e fare scherzi, a lui piaceva tanto fare scherzi. Lucio ha sempre creduto in me anche in certi momenti in cui non ero così fortunato nella mia carriera. Lucio è stato un genio, è stato allegria. Per me Lucio è stato un momento di vita importante, è stato Vita.
Sulle note di Vita entra in scena il figlio Tredici Pietro per un duetto emozionante che richiama quello visto al Festival di Sanremo nella serata delle cover. Ad accompagnarli la band e le coriste che hanno supportato una versione live molto sentita. Tredici Pietro, dopo aver scherzato con il padre, prima di lasciare il palco intona L’uomo che cade, brano in gara a Sanremo, salutando così il pubblico di Milano.
Le sorprese non finiscono: Jovanotti arriva sul palco
Si prosegue con brani storici tra cui Un mondo d’amore, Grazie perché, Bella signora per poi continuare con Solo insieme saremo felici, L’allegria, Canzoni stonate, Varietà e In amore per poi arrivare alla grande sorpresa in cui tutti speravano: Jovanotti.
Sulle note di Apri tutte le porte, fa il suo ingresso proprio Jovanotti che fino a quel momento aveva assistito al concerto dalla regia fronte palco. Un sodalizio perfetto che anche sul palco trasmette passione e grinta a non finire e che scatena il pubblico. Un’amicizia vera che si percepisce pienamente e che ha portato allegria e un momento di storia della musica italiana sul palco. Prima di salutare il pubblico, Jovanotti intona Ragazzo fortunato, dando vita a un duetto straordinario.
Se non avessi più te anticipa un momento attesissimo: un medley delle sue canzoni più belle degli anni ’60, accompagnate da una scenografia ad hoc in cui si ripercorrono quegli anni, le partecipazioni a trasmissioni televisive e caroselli, tra cui il ricordo di quello con Mina e l’accenno di Tintarella di luna, canzone amata da Gianni.
Completano questo momento anni ’60 Non son degno di te, Se puoi uscire una domenica sola con me, La fisarmonica, Go kart twist, Chimera e Andavo a cento all’ora, che proprio il 16 aprile ha compiuto ben 64 anni.
Il medley continua con Tenerezza, In ginocchio da te, Belinda e l’immancabile Fatti mandare dalla mamma da tutti tanto attesa.
Gianni Morandi: la voglia di meravigliarsi ancora
Verso la fine del concerto Gianni Morandi, l’eterno ragazzo, racconta di quanta voglia abbia di continuare, di meravigliarsi ancora:
“La gente ti vede sui social, che ancora sali sul palco, che vai allo stadio, che sei curioso, che vivi a 81 anni. Eterno è una parola illusoria, io non sono eterno. Tutte le volte che mi dicono eterno so che eterno non sono, ma so che voglio vivermi l’oggi, con entusiasmo e voglia di conoscere, di scoprire, di innamorarmi e con la voglia di meravigliarmi ancora. La meraviglia non è figlia dell’eternità. La meraviglia è figlia della realtà. Sorprendetevi, questo è il mio auspicio.”
Dopo questo emozionante momento, Gianni continua con Canzoni durante la quale scorrono sullo schermo i titoli delle 608 canzoni interpretate nella sua carriera, per poi lasciare spazio a Uno su mille.
Chiudono la serata Scende la pioggia e Banane e lampone travolto dal pubblico sotto palco che sembra non essere mai stanco.
Gianni Morandi resta un simbolo intergenerazionale, autentico e fortemente legato al suo pubblico, come dimostrato anche in questa occasione, in cui alla fine del concerto, come da sua abitudine, si ferma a firmare qualche disco per i fan che lo acclamano sotto il palco.
In un’epoca in cui tutto cambia rapidamente, Morandi resta un punto fermo. Un artista che continua a reinventarsi senza mai tradire se stesso. Il suo spettacolo non è solo un concerto, ma un racconto vivo della musica italiana, in cui passato e presente si intrecciano con semplicità.










