Chi l’aveva conosciuta a Sanremo con la provocatoria sfacciataggine di “Che fastidio!” e la vittoria ottenuta insieme a Tony Pitony nella serata cover con “The lady is a tramp”, sarà forse sorpreso nel rincontrare una Ditonellapiaga – pseudonimo di Margherita Carducci – in chiave romantica e malinconica esibirsi in quella che pare quasi una ballad sentimentale al contrario. Il singolo anticipa l’album in uscita il 10 aprile 2026 dal titolo “Miss Italia” per BMG/Dischi Belli.
Se l’inizio del pezzo si regge su melodie avvolgenti, ripetitive e confortanti – fondate sul suono di piano prima e violino poi – è al pronunciare del verso “Ma non mi voglio più, più, così” che l’atmosfera si trasforma, introducendo un sound r’n’b seducente e decisamente meno confortante.
Io che non volevo niente da te
mi hai dato un’ossessione
che ha cambiato tutto di me
e ora mi accorgo che
sono come tu mi vuoi
Il brano narra di una donna che, per accontentare la persona amata, perde se stessa e la propria identità e inizia a cadere “a pezzi”. La protagonista tocca il fondo, ma come raramente le dive di Hollywood fanno, sceglie di mostrarsi in tutta la sua fragilità e autenticità, sentimenti positivi da cui origina certo la voglia di riscatto. Quest’ultima è ben rappresentata nel videoclip di Hollywood, basato su un’idea di Margherita Carducci e Mine Studio e diretto dai Fratelli Brasilia x FRAMETANK (Edoardo Boccale & Lorenzo Balestriere) attraverso lo switch dal bianco e nero alle immagini a colori, che hanno come protagonista Ditonellapiaga stessa e Arianna Palma – sua alter ego – sintetizzano visivamente il bisogno di tornare alla luce e ad essere se stessi, infine profondamente umano.
Il nuovo singolo scrive le premesse per “Miss Italia”
«Questo disco l’ho scritto per affrontare e capire un momento di crisi di identità, probabilmente dovuta al mio essere poliedrica»: così aveva dichiarato in un’intervista concessa a Io Donna. «È successo quando mi è stato chiesto di scegliere tra fare musica pop o alternativa. E invece io penso di essere una terza via, unica, originale, personale». In effetti i fan di più vecchia data ricorderanno l’accoglienza fredda di “Camouflage” da parte di alcuni giornalisti e critici, che avevano colto – forse erroneamente a questo punto, ci sentiamo di dire – non un eclettismo musicale, ma una carenza di contenuti, che spingeva la cantautrice romana a inseguire freneticamente i trend del momento.
Ma faccio quello che mi va
Qualcuno riderà, qualcuno pregherà per me
Che faccio quello che mi va
Non resta dunque che augurarsi che il nuovo album sappia collocarsi sulla scia del successo sanremese, di “FLASH” (2024) e di “È tutto vero” (da cui è tratta la citazione sopra), dimostrandosi davvero all’altezza delle premesse.









