Sono passati dieci anni dal 2016, anno in cui Salmo pubblica “Hellvisback”, album che diventa subito culto. È stato sempre definito un disco di rottura, un disco di resistenza: esce in un momento in cui il rap vacilla e la trap è sul trampolino di lancio. “Hellvisback” si pone controcorrente, si lancia in contromano senza paura perché non conta nulla se non la sua fame di libertà. Con “Hellvisback”, Salmo cambia le regole del gioco e alza l’asticella: diventando punto di riferimento per un’intera generazione di artisti, segna un vero turning point per la scena. Ridefinisce i suoni, linguaggi e ambizioni, ricalibrando ciò che il rap italiano poteva essere: feroce, libero, contaminato.
Salmo, “Hellvisback 10 Years Later”: Ora davvero tutti sanno il nome
Oggi, “(H)ellvis è tornato”: Hellvisback 10 Years Later , uscito venerdì 3 aprile, celebra il decennale dell’album cult aggiungendo tre brani inediti: “10 AD”, “CRACKERS”, “ECLISSI”, come se il rapper volesse mettere un punto a quel (bellissimo) capitolo iniziato dieci anni fa. Salmo riprende Hellvisback e lo riapre, lo rielabora e ci mette dentro tutto il peso del tempo che passa, senza mai cancellare il passato.
Ma tra “Hellvisback” e Hellvisback 10 Years Later c’è un’altra tappa di questo percorso: “Ranch”, uscito nel 2025. Se “Hellvisback” è vita sregolata, rock’n’roll, contaminazione e follia, “Ranch” è il ritorno ad uno spazio personale, intimo e solitario. È lo stesso personaggio che si ritira nel suo locus amoenus , senza perdere l’anarchia di fondo: ora è più vecchio, più maturo, più consapevole.
Date una maschera a quell’uomo, sarà sincero
“Ranch”, tra le varie cose, è figlio della disintossicazione dai social e della fuga da Milano per tornare in Sardegna. Anche le tre tracce inedite di Hellvisback 10 Years Later nascono da questa “liberazione”. Infatti, come dichiara lo stesso Salmo, “Hellvisback” e “Ranch” hanno gli stessi riferimenti: il blues, il country, la musica suonata con gli strumenti, e soprattutto la ricerca della libertà.
La ricerca della libertà in questi dieci anni non è mai venuta meno, ha solo cambiato forma. Il Salmo di “Hellvisback” era vitalità che spingeva tutto all’eccesso, incendiato dall’energia di una giovinezza indomabile. Oggi rimane l’appetito da outsider, il muoversi controcorrente, il fuoco dell’anarchia. Torna anche l’iconica maschera come simbolo chiave, ma questa volta inserita in una nuova estetica. È sempre lo stesso Salmo, in dialogo costante con il passato e con dieci anni di consapevolezze in più. Perché alla fine, “dove cazzo vai se non sai da dove vieni?”










