“La mia luce”: la ricerca di Ainè, Lauryyn e Filippo Bubbico

da | Mar 19, 2026 | Recensioni singoli

20 parole per esprimere il miracolo del ritrovarsi in cose, stati d’animo e sconosciuti per una carezza di luce ricevuta.

La mia luce esce venerdì 13 marzo ed è l’assaggio di “Luna piena”, EP che vedrà la luce il 27 marzo e figlio dalla collaborazione di tre artisti della scena soul e r&b italiana, ovvero Ainè, Lauryyn e Filippo Bubbico.

Il primo è Arnaldo Santoro, cantate, autore e polistrumentista, che vanta una formazione tra Los Angeles e il Berklee College of Music di Boston e collaborazioni con figure del calibro di Giorgia, Marco Mengoni, Ghemon e Willie Peyote.

Lei è un’interessantissima voce nata da un percorso che fonde r&b, jazz e musica elettronica sperimentale. Recentemente ha calcato i palchi del MI AMI e ha contribuito alla colonna sonora della serie Skam Italia.

Filippo è musicista e produttore tra Milano e New York, ha progetti che spaziano in vari campi, oltre quello musicale, come cinema, televisione, videogiochi.

“Cercami dentro mille parole
Cercami dentro mille paure
Cercami dentro mille parole
Cercami dentro mille persone

Sei la mia luce”

20 sono le parole scelte per raccontare in modo conciso la ricerca di un’emozione prolissa nei luoghi dell’anima attraverso le voci cinguettanti di Lauryyn e Ainè.

Essere la luce per qualcuno forse significa costituire una fonte inestimabile di gioia ed amore, illuminare la versione migliore dell’altro e riuscire a risaltarla, essere presenza stabile da poter prendere per mano in un momento buio.

Ove mai ci fosse davvero questa possibilità l’altro ne sarebbe piacevolmente e disperatamente investito, addirittura rivitalizzato al punto tale da dipingere di bellezza le cose circostanti che in apparenza non la meritano. Ma il punto è proprio questo.

I sensi, alterati, si rendono ricettivi alla meraviglia ed è all’improvviso possibile incontrarsi per giocare a nascondino in luoghi insoliti, come parole, paure o persone.

Nelle parole pronunciate da chi è più bravo ad immaginarle, nella paura di essere felici perché macchiati di tristezze, nelle piccole grandi folle alla ricerca di un amico.

C’è del divino nel perdere l’orizzonte della parola, dimenticarsi di essere umani per le paure provate e non sentirsi soli quando tecnicamente siamo seduti a leggere queste collane di lettere.

Irradiare vita e lasciarsi irradiare di luce è il miracolo per creare il clima in cui entrambe le parti desiderano abitare. Non c’è pericolo di scottarsi. Per quello hanno inventato la crema solare.

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