“Mi vuoi più suora o pornodiva?”
Questa frase provocatoria, accompagnata da un QR Code, è comparsa pochi giorni fa su enormi billboard a Milano. Un messaggio diretto che ha immediatamente acceso la curiosità sui social e catturato l’attenzione dei passanti, che si chiedevano chi si potesse nascondere dietro a tutto questo.
A firmare questo ritorno è Annalisa, che prosegue la sua nuova era con il singolo Canzone Estiva.
Dopo il successo dell’ultimo tour e del brano “Esibizionista”, ancora una volta Annalisa sceglie di muoversi sul sottile confine tra sacro e profano, tra immagine pubblica e identità personale, trasformando la musica in uno spazio di confronto con sé stessa e con lo sguardo degli altri.
Annalisa dichiara così il suo amore, la sua rabbia e si confronta con l’opinione pubblica (ma anche la sua):
Questa è la canzone con cui dichiaro il mio amore.
E la mia rabbia.
È la canzone con cui dico basta.
Ma poi ne voglio ancora.
È la canzone in cui ho ragione, ma forse sto sbagliando tutto.
Questa è la canzone in cui un po’ scherzo.
Ma parlo molto seriamente.
E sono davvero una brava ragazza, ma poi divento cattiva.
Chi dice suora, chi pornodiva.
Entrambe e nessuna dico io, troppo facile così.
E vorrei essere quella che ti piace,
vorrei piacerti così come sono,
vorrei.
Ma come mi vuoi tu?
Ecco.
Questa è la canzone con cui affronto le opinioni, compresa la mia.
E le confronto.
E ti dico che ti amo, anche se ci lasciamo.
Perché sei nel mio sogno erotico.
Ma sei una iena.
Sei un problema.
E per questo finisce un amore.
Questa non è una canzone estiva.
Ma si chiama così.
Annalisa tra spiritualità e seduzione
Canzone Estiva è un brano che parla d’amore, in più forme e direzioni: da un lato c’è l’amore verso qualcuno di speciale, dall’altro quello verso il pubblico, verso chi ascolta, osserva e giudica. In questo fragile equilibrio emerge una riflessione più ampia, quella sull’amore per sé stessi e sulla necessità di riconoscersi e accettarsi anche quando si è esposti allo sguardo critico degli altri.
Annalisa sfida l’opinione pubblica, di chi la critica, di chi la vuole più suora e chi più pornodiva. Ma chi ha detto che non si possa essere entrambe? In fondo, dipende da punti di vista e prospettive diverse, proprio questo il messaggio che l’artista vuole diffondere: ognuno può essere molte cose contemporaneamente, senza dover scegliere tra poli opposti, senza sentirsi giudicati. Entrambe o nessuna.
Questa idea di dualità è resa ancora più concreta nel videoclip ufficiale del singolo, in cui Annalisa indossa un abito diviso a metà, immagine simbolica che rappresenta due lati della stessa persona. Due personalità che possono alternarsi, dialogare, talvolta persino competere per la scena, ma che fanno comunque parte della stessa identità e che possono semplicemente esistere.
Nonostante il titolo, Canzone Estiva non è una hit pensata per l’estate, anche se possiede tutti gli elementi per diventarlo. Il titolo stesso rispecchia il messaggio di questa canzone, giocando con l’aspettativa del pubblico: sotto una superficie leggera si nasconde infatti un significato più profondo.
“A me piace che le canzoni siano come dei cavalli di Troia. Apparentemente canzonette che divertono, ma se sei disposto a fare un po’ più di ragionamento trovi Ulisse nascosto dentro il cavallo”.
Scritta insieme a Davide Simonetta e Paolo Antonacci, la canzone riprende sonorità anni ’80, in linea con le ultime produzioni dell’artista, contribuendo a dare continuità al progetto musicale di Annalisa, consolidando uno stile ormai riconoscibile e coerente con la sua evoluzione artistica.
Il ritorno live: “Ma noi siamo fuoco – capitolo II”
Canzone Estiva rappresenta il percorso che negli ultimi anni ha portato l’artista a ridefinire la propria immagine e il proprio linguaggio musicale. Un percorso che continuerà anche live: dopo il successo del primo capitolo, siamo pronti a rivedere Annalisa nei palazzetti con “Ma noi siamo fuoco – Capitolo II – Palasport 2026”, la seconda parte dei concerti che inizieranno da aprile 2026.










