Ha scelto Trastevere, la riapertura del Bar San Calisto e una chitarra. Niente countdown, nessuna campagna lunga settimane. Carl Brave ha presentato così Mozziconi, il nuovo EP pubblicato a sorpresa e distribuito da Warner Music Italy.
Quattro brani, “quattro mozziconi ancora mezzi accesi nel buio”, come li ha definiti lui stesso. Un progetto dichiaratamente fuori tempo rispetto alle dinamiche che regolano le uscite discografiche, pubblicato in un periodo che molti avrebbero considerato sbagliato – la settimana del Festival di Sanremo. L’intenzione dell’artista è chiara: togliere pressione al risultato, ai numeri, e spostare il focus sulla musica.
L’EP nasce da una chitarra acustica, che diventa asse portante di un racconto essenziale. I quattro brani, A.D.O., Scarpe Lidl, Abdul e Mozziconi, fotografano la quotidianità che Carl ha sempre portato nei suoi testi. Roma resta una presenza costante, la città Eterna, in grado di amplificare ogni dettaglio, tra strade vissute e pensieri che si affollano.
La scelta di presentare un primo assaggio al San Calisto non è casuale. Quel bar è uno dei luoghi simbolici della sua traiettoria, un luogo preciso dentro la mappa personale che attraversa dischi come Notti Brave e Migrazione. Ancora una volta, Carl Brave si pone come un artista lontano dalle strategie e vicino alle persone.
Mozziconi è un lavoro volutamente imperfetto. Non cerca rifiniture patinate, preferisce conservare la traccia dell’urgenza con cui è stato scritto. Dentro c’è anche una riflessione sottile sul successo e sul peso delle aspettative, affrontata senza proclami ma con una lucidità che passa dalle immagini.
Quattro pezzi, nessuna promessa di rivoluzione. Solo la decisione di uscire quando si sente necessario farlo.









