Sanremo 2026 tra podi, numeri e parole d’autore

da | Feb 26, 2026 | News

Il Festival di Sanremo conferma una concentrazione di firme ricorrenti: da Davide Petrella a Federica Abbate, fino a Davide Simonetta e Dardust, un’industria sempre più collaborativa. Numeri e parole ci guidano verso il podio 2026.

Siamo nel pieno della kermesse e tra polemiche, analisi, contenuti, meme, delusioni e piacevoli conferme non poteva mancare una riflessione legata alla sfera autorale di questo 76° Festival di Sanremo.

Partiamo dai “numeri”. Quest’anno su 30 artisti in gara tra i Big, solo 1 ha scritto il proprio brano interamente, un’unica cantautrice in senso stretto, che è Levante. E già per questo, al di là della performance, lasciateci dire chapeau!

Mentre la maggioranza, ovvero 27 brani, sono stati co-scritti dai protagonisti ed autori vari, spesso decisamente troppi per un unico brano (sigh!).

Infine, volendo parlare sempre di numeri e statistiche, solo 2 dei cantanti in gara invece non hanno proprio partecipato alla scrittura del brano che eseguono, e sono Elettra Lamborghini e Patty Pravo.

Fatta questa premessa c’è però da dire che la presenza degli autori, più o meno noti, questa volta è ben bilanciata. Infatti rispetto ad annate precedenti in cui la “lista della spesa” per ogni autore era ben più lunga, anche 4/5 brani a testa, quest’anno, almeno apparentemente, c’è stato un equilibrio di ruoli.

Chi sono allora gli autori più gettonati quest’anno?

Vi sorprenderete ma non ci sono solo i soliti nomi, abbiamo molti autori impegnati su singoli brani e l’unico autore con 3 canzoni in gara è Edwyn Roberts (che firma i brani di Dargen D’amico, Elettra Lamborghini e Malika Ayane).
Sicuramente non mancano i nomi più conosciuti, ma tutti hanno firmato un singolo brano, vedi ad esempio Simonetta e Durdast.
Gli unici autori “noti” che invece, come anticipato, hanno firmato al massimo 2 canzoni a testa, e sono:

  • Federica Abbate e Alessandro La Cava per Fedez & Marco Masini e Sal Da Vinci
  • Davide Petrella per Luchè e Tommaso Paradiso
  • Zef per Luchè e Nayt
  • Mizar per Renga e Gassmann
  • Merk & Kremont per Malika Ayane e Sal Da Vinci.

Stando a questa lista di nomi, togliendo Mizar che non ha firmato altri brani negli anni precedenti ma aggiungendo anche Simonetta e Dardust che quest’anno firmano però un unico brano, proviamo a fare una disamina ancora più specifica tra autori e podi sanremesi degli ultimi anni.

Possiamo così provare a semplificare lo scenario con una tabella:

Autore202120222023202420252026
Davide Petrella 24 con podio (2°)3 con podi (1°/2°)442
Federica Abbate31272
Alessandro La Cava41312
Simonetta1 con podio (2°)2 con podio (1°)1 con podio (1°)2 con podi (2°/3°)51
Zef2 22 con podio (2°)422
Merk & Kremont11112
Dardust51 con podio (1°)3 con podio (2°)1 con podio (1°)11

Analisi di dettaglio, cosa dicono i numeri

Volendo commentare i “risultati” come dopo una partita di calcio, è evidente che in cima per continuità e impatto troviamo Davide Petrella e Federica Abbate.

Petrella si conferma una presenza strutturale del Festival, capace di attraversare generi e artisti diversi mantenendo una cifra melodica riconoscibile. Il picco del Sanremo 2023, culminato con il doppio podio con “Due vite” e “Cenere”, certifica la sua centralità nel pop contemporaneo. Abbate, invece, è il volto della scrittura pop soprattutto al femminile, che non si limita a “partecipare”, ma domina: il dato del 2025 (7 brani) racconta un livello di pervasività raro, quasi da showrunner musicale.

Accanto a loro si consolidano le figure di Davide Simonetta e Alessandro La Cava, autori e produttori che negli ultimi anni hanno trovato un equilibrio perfetto tra scrittura radiofonica e costruzione sonora, forse meno “bulimici” nei numeri rispetto ai colleghi più presenti, ma costanti e strategici.

Sul versante più produttivo troviamo Zef e il duo Merk & Kremont, che rappresentano la contaminazione sempre più evidente tra scena urban/elettronica e palco dell’Ariston. Il loro ingresso stabile dal 2025 in poi racconta un Festival che parla sempre più il linguaggio delle playlist e dei club, non solo quello della tradizione melodica. E anche i brani firmati quest’anno sembrano dare questa conferma.

Infine Dardust, figura-ponte tra scrittura orchestrale e produzione pop. La sua presenza, pur meno massiccia negli ultimi anni, continua a essere sinonimo di ricerca sonora e cura cinematografica dell’arrangiamento.

Numeri che parlano e che aiutano a capire

Analizzando quindi questo arco di tempo 2022–2026 del Festival di Sanremo è evidente che c’è una storia che non si vede sul palco, fatta non di volti e di voci, ma piùttosto di nomi e parole, e che pesa tantissimo sul risultato finale: quella degli autori.

La tabella parla chiaro, più che una semplice rotazione di firme, siamo davanti a una vera e propria “factory” della canzone pop italiana.

Il dato più interessante, però, è sistemico: tra 2022 e 2026 si osserva una concentrazione significativa delle firme. Non è solo una questione di “chi scrive di più”, ma di come il pop italiano stia diventando sempre più una rete collaborativa stabile, dove gli autori lavorano trasversalmente su più artisti costruendo un’identità sonora condivisa.

Per un pubblico giovane questo significa una cosa molto chiara: dietro i brani che finiscono in tendenza su TikTok o in heavy rotation su Spotify, spesso ci sono le stesse penne. Cambiano le voci, cambia l’estetica, ma il cuore creativo rimane in mano a una generazione di songwriter che sta ridefinendo l’industria dall’interno.

Sanremo 2026, chi la spunterà?

Sanremo, in questo senso, non è solo una gara: è la fotografia più nitida di chi oggi scrive il pop italiano.

E guardando questi numeri, se i nomi che contano sono sempre gli stessi, non ci resta che aspettare sabato per vedere a chi andrà il podio questa volta. Chi la spunterà? A chi andrà il primo piano di questa fotografia?

Ad ognuno i suoi gusti ed i suoi meriti, e se cercavi tra queste righe previsioni non è il posto giusto, dispiace.

Qui amiamo riflettere, confrontarci su numeri e statistiche ma non fare pronostici. E poi diciamolo con serenità, regna sovrana anche un po’ di scaramanzia.

Intanto un ripassino in cuffia per noi tutti non fa male, che la finale è vicina. Che la forza (del non dormire) sia con noi!

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