Mentre il 76° Festival della Canzone Italiana occupa i palinsesti e le conversazioni digitali, una frazione dell’attenzione collettiva viene dirottata verso la materialità degli oggetti. Non si tratta di feticismo commerciale, ma della partnership tra ActionAid e TV Sorrisi e Canzoni, arrivata al suo secondo anno consecutivo per utilizzare la visibilità della kermesse come leva finanziaria. L’operazione si sposta dalle parole dei testi alla concretezza delle aste online su CharityStars, dove i pezzi donati dai cantanti in gara diventano strumenti per finanziare l’ampliamento di un centro antiviolenza a Kapchorwa, nell’Uganda nord-orientale.
L’esposizione al Sorrisi The Beach Club permette al pubblico di osservare da vicino cimeli che hanno già vissuto la ribalta mediatica. Si trovano l’iconico cappello di J-Ax, gli occhiali scuri di Dargen D’Amico e le zeppe personalizzate di Malika Ayane. Questi oggetti smettono di essere estensioni estetiche degli artisti per trasformarsi in capitale destinato a un territorio dove la violenza di genere è un dato strutturale e non un’emergenza passeggera. I numeri forniti da ActionAid descrivono una realtà in cui il quarantaquattro per cento delle donne subisce violenza fisica durante la propria vita, a fronte di una rete di protezione quasi inesistente: appena diciotto centri antiviolenza per quarantacinque milioni di abitanti.
La musica occupa lo spazio pubblico, ma l’impatto reale si misura sulla capacità di garantire accoglienza sicura e assistenza legale. I centri gestiti dall’organizzazione offrono accoglienza, supporto psicologico e percorsi di autonomia economica per contrastare i matrimoni precoci, una pratica che tronca sul nascere le prospettive di migliaia di bambine. Lorenzo Eusepi, co-segretario generale della federazione, sottolinea come la visibilità di Sanremo serva ad accendere un riflettore su diritti che vengono negati quotidianamente lontano dai circuiti dell’intrattenimento europeo. La collaborazione con la testata diretta da Aldo Vitali punta a trasformare il rito collettivo del festival in una raccolta fondi efficace.
Sostenere una struttura di questo tipo significa dare un’alternativa a chi altrimenti non avrebbe dove rifugiarsi. Nel distretto di Kapchorwa, la carenza di risorse ha già portato a una riduzione dei servizi, dimezzando di fatto il numero delle persone supportate negli ultimi tempi. La presenza fisica degli oggetti degli artisti a Sanremo serve a ricordare che dietro l’estetica della performance esiste una responsabilità politica che le testate storiche della cultura popolare scelgono di assumersi. Partecipare all’asta su CharityStars permette di sottrarre un frammento della liturgia sanremese alla sua natura effimera, trasformandolo in assistenza medica e legale per chi ne ha estremo bisogno.
L’obiettivo è garantire che l’attenzione generata dal palco si traduca in servizi che attualmente sono in riduzione a causa della carenza di risorse. La mostra aperta al pubblico nel nuovo spazio del magazine espone anche le copertine storiche che verranno autografate dai protagonisti delle serate, alimentando un circuito di collezionismo che non si esaurisce nell’acquisto, ma nella partecipazione a una causa specifica. L’asta è accessibile online per tutta la settimana.










