Ceri Wax a Firenze: un’ondatonda travolgente

da | Feb 14, 2026 | #Cromosomiintour

Ceri Wax a Firenze con il suo djset che mette al centro l’idea di dancefloor come esperienza collettiva, luogo in cui ascoltare il proprio corpo e lasciarsi trasportare dal beat. 

Ieri sera siamo stati all’ultima tappa italiana dell’ ONDATONDA TOUR di Ceri Wax a Firenze, che si concluderà a Lugano il 13 marzo. Un djset di poco più di un’ora che ha coinvolto un pubblico eterogeneo con la sua ondatonda, un progetto uscito a giugno 2025 che lo ha portato in giro per l’Italia per tutto il corso del 2025 e inizio 2026, appunto. 

Ceri Wax a Firenze ha portato davanti a una pista attenta e partecipe principalmente i brani di “ONDATONDA”, intrecciandoli con produzioni del passato in un set che ha raccontato la sua evoluzione di una carriera intensa che si è consolidata soprattutto negli ultimi anni.

Ceri Wax mette al centro l’idea di dancefloor come esperienza collettiva, luogo in cui ascoltare il proprio corpo e lasciarsi trasportare dal beat.

I brani si susseguono veloci, “Pura”, “Libero” “Ondatonda”, “Quante emozioni” rimodellati in tempo reale, allungati, fusi tra loro e poi contaminati con alcuni successi meno recenti come “Bimba mia” e “Passerà”, tra quelli che hanno coinvolto maggiormente il pubblico. A Firenze, L’ONDATONDA, intesa come base di ogni movimento che descrive l’universo, è diventata struttura ritmica: progressioni ipnotiche, bassi profondi, pause dilatate e ripartenze calibrate con precisione quasi rituale. 

La dimensione live ha restituito quella volontà dichiarata di “perdersi nel movimento”, “adesso liberiamo il corpo!”, dice, trasformando il dancefloor in uno spazio quasi intimo, nonostante l’energia collettiva.

L’inserimento di tracce più datate ha funzionato come memoria attiva: non è nostalgia ma continuità ed evoluzione. Si percepisce come il nuovo disco sia davvero una sintesi tra le esperienze degli EP “Solo” e “Insieme” e la ricerca ritmica e melodica dei due “WAXTAPE”. Se nei primi lavori l’urgenza era quella di affermare un’identità, oggi Ceri Wax sembra più interessato a costruire una sperimentazione sonora coerente, dove ogni elemento trova posto in una visione più ampia.

A Firenze, la scenografia di Ceri Wax era semplice, visuals ipnotici e quasi psichedelici per confermare la centralità assoluta del suono, relazione diretta con il pubblico e il dancefloor fiorentino ha offerto a Ceri Wax connessione, ascolto, corpo. 

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