Sayf salirà per la prima volta sul palco dell’Ariston in gara tra i Big del Festival di Sanremo 2026 con “Tu Mi Piaci Tanto”, un brano che, dietro un titolo diretto, nasconde un lavoro di equilibrio e consapevolezza. L’annuncio ufficiale è arrivato a dicembre, in diretta dal Teatro del Casinò di Sanremo, ma è durante la conferenza stampa che il pezzo ha iniziato a prendere davvero forma.
L’artista, classe 1999 e anima italo-tunisina, ha raccontato di aver scelto una struttura più immediata, lasciando spazio al ritornello e a un ascolto che arrivi subito. Una scelta voluta, pensata, lontana dall’idea di compromesso: “So quali mondi ho toccato e quali ho lasciato fuori”, ha spiegato, rivendicando la coerenza di una canzone che non pretende di stupire, ma di comunicare.
La serata delle cover: tre mondi che si incontrano
Durante la serata dedicata alle cover, quella di venerdì 27 febbraio, Sayf dividerà il palco con Alex Britti e Mario Biondi per una reinterpretazione di “Hit the Road Jack”. Un incontro che mette insieme generazioni, stili e percorsi diversi, legati da un linguaggio comune fatto di groove, voce e libertà musicale.
L’idea non nasce dal desiderio di stupire, ma da una linea precisa. Vuole portare sul palco una contaminazione naturale, che dialoghi con il jazz, il blues e il soul senza bisogno di etichette. Un approccio che riflette perfettamente la visione artistica di Sayf, più interessato alla mescolanza che alla definizione.
Sayf e la curiosità prima delle etichette
Rapper, cantautore, jazzista? Sayf rifiuta qualsiasi incasellamento. Il jazz, racconta, è una delle sue influenze soprattutto dal vivo, come dimostrato dagli arrangiamenti speciali creati per JazzMi. Ma più che un genere, per lui la musica è un terreno di esplorazione continua.
Ascolta tutto, studia epoche e contesti diversi, passa dalla bossanova al rap senza sentirsi incoerente. La citazione di Luigi Tenco nel brano sanremese non è nostalgia, ma un modo personale per raccontare la pressione, il caos e la mancanza di empatia che spesso circondano l’industria musicale. Un sistema sempre più orientato al profitto, che rischia di lasciare indietro cultura e profondità.
Politica, polemiche e libertà di parola a Sanremo 2026
“Non vado a Sanremo per fare politica, ma non faccio finta di non vedere il mondo”. Sayf è chiaro. “Tu Mi Piaci Tanto” tocca temi sociali e politici perché nasce in un momento storico preciso, ma non è una mossa studiata a tavolino. Nessuna bandiera da sventolare, nessun ruolo da imitare.
Il riferimento a Ghali arriva spontaneo nel discorso. C’è il rispetto totale per ciò che ha fatto, ma zero intenzione di riproporne il percorso. “Non sono Ghali 2.0”, ribadisce, sottolineando la volontà di restare fedele alla propria visione. La polemica non lo spaventa, purché resti uno spazio di dialogo reale.
Dopo Sanremo? Fan, futuro e disco in arrivo
La reazione del pubblico è stata positiva. I fan, racconta Sayf, non vivono Sanremo come uno strappo identitario ma come un’opportunità. E se qualcuno dovesse allontanarsi, pazienza: “Io non butterei mai un’occasione del genere”.
Dopo il Festival arriverà il disco, già quasi pronto, previsto a circa un mese e mezzo dalla fine di Sanremo. Nessuna strategia di conquista, nessuna ossessione per i numeri: se il pubblico vorrà approfondire, lo farà attraverso la musica. E se andrà male, si riparte dal furgone. Senza drammi, senza maschere.










