Ieri siamo stati al concerto di Mecna al Fabrique di Milano, una delle tappe all’interno del suo Terapia Club Tour.
Mecna live è un’esperienza nuova ogni volta, ha un modo tutto suo di coinvolgere e fare immergere nei suoi testi, che non sono solo testi ma sono racconti precisi di qualcosa che succede, a tutti. Ha un modo unico di scrivere e dal vivo è sempre lo stesso, ma è sempre diverso. La gente che va a vederlo è la SUA gente. Nei suoi concerti ci sono inside jokes, aneddoti, mood che sono difficili da cogliere se non sei qualcuno che lo segue da un po’.
L’ingresso in scena di Mecna è misurato, essenziale, in linea con il suo stile
Nessun bisogno di artifici: il live si costruisce gradualmente, lasciando che siano i brani a parlare, sono poche le parole che dice ma quando parla al suo pubblico si percepisce tutta la sua gratitudine e felicità.
Fin dalle prime tracce emerge una dimensione fortemente emotiva, che trova nel contesto del Fabrique un equilibrio efficace tra intimità e impatto collettivo. Con una scenografia estremamente estetica e perfetta per il suo immaginario.
La scaletta del concerto di Mecna al Fabrique di Milano è strutturata come un vero e proprio racconto, capace di attraversare diverse fasi della sua carriera. I brani più recenti come quelli tratti dall’ultimo album “DISCORDIA, ARMONIA E ALTRI STATI D’ANIMO“, dialogano con quelli ormai diventati punti fermi del suo repertorio, anche i più lontani nel tempo, quelli dei primi dischi. Ogni pezzo è accolto con partecipazione, tra cori spontanei e momenti di ascolto più raccolto.
Mecna ha un rapporto speciale con il suo pubblico, lo guarda e lo ascolta, e canta con tutto se stesso quelle storie che hanno cambiato sia lui che loro, negli anni.
Il live di Mecna: pochi interventi, mai superflui, che contribuiscono a rafforzare il senso di vicinanza e autenticità.
Nel corso della serata ci sono alcuni momenti particolarmente intensi, come la mitica leggenda del “31/07” e poi “31/08” e “31/09” e altri pezzi iconici come i pezzi dell’EP “Introspezione” in cui la connessione tra artista e pubblico si fa più evidente.
È proprio questa naturalezza uno dei punti di forza del live, capace di creare un clima emotivo condiviso senza forzature.










