Uscito il 09 gennaio 2026 per ADA Music Italy, Gelido è una rilettura profonda e raffinata del singolo originale di Alex Britti (pubblicato nel 1998), inserita nel progetto Feat.Pop, un lavoro che è iniziato come nome del suo tour estivo, ma che già dal titolo lascia intuire che questo progetto intende riprendere il precedente album del cantautore romano, It-pop, reinterpretandone il repertorio attraverso collaborazioni significative, featuring appunto.
I primi due capitoli del progetto Feat.Pop, hanno visto Alex Britti reinterpretare “Oggi sono io” con Marco Mengoni e “Solo una volta” con Clementino. Chissà cosa ci attende e se questo progetto arriverà ad essere una vera e propria uscita discografica celebrativa, magari nel 2028 festeggiando i 30 anni da It-pop per l’appunto.
Gelido: rilettura di un classico, l’incontro tra due voci così diverse
L’ultima uscita, nata dalla collaborazione con Mario Biondi, vede la reinterpretazione di un classico quale è stato appunto Gelido. La voce calda, profonda e vellutata di Biondi si intreccia con il timbro sensibile di Britti, dando una dimensione emotiva completamente nuova a un brano già ricco di sentimento. La complicità vocale tra i due risulta naturale, senza forzature, come se il pezzo fosse stato concepito fin dall’inizio per un duetto.
Il testo, che sembra apparentemente semplice e leggero, in realtà parla di smarrimento interiore e distanza emotiva, metaforicamente il “gelo” che si crea tra due persone. Probabilmente in questa nuova versione il senso profondo del brano trova maggiore compimento. La dualità delle voci, ora vicine, ora distanti, suggerisce una conversazione tra due prospettive interiori, rendendo l’esperienza d’ascolto quasi cinematografica.
Arpeggi e armonie raffinate
Fin dall’incipit, Gelido si apre con un arpeggio di chitarra elegante e misurato, cifra stilistica inconfondibile di Alex Britti. Un’introduzione che non è semplice accompagnamento, ma architettura armonica: le progressioni melodiche, mai banali, disegnano uno spazio emotivo sospeso, preparando l’ingresso delle voci.
Britti conferma ancora una volta la sua raffinatezza musicale, frutto di una formazione blues e jazz che emerge nel controllo delle dinamiche, nella scelta degli accordi e nella capacità di far “cantare” la chitarra. È proprio questo equilibrio tra tecnica e sentimento a rendere Gelido un brano senza tempo, capace di rinnovarsi senza perdere identità.
Arrangiamento e atmosfere
L’arrangiamento si muove tra blues, jazz e black music, investendo il brano di un’atmosfera più profonda e raccolta rispetto all’originale. I tempi più lenti e densi, con spazi sonori più ampi, permettono alle frasi di respirare: le parole acquistano peso e gli spazi tra le note diventano emotivamente significativi.
Questa veste sonora, oltre a esaltare le doti espressive dei due interpreti, trasforma Gelido da ballata pop-rock anni ’90 a un dialogo interiore intenso, sospeso tra introspezione, riflessione e consapevolezza emotiva.
La nuova versione di Gelido con Mario Biondi è una rielaborazione interessante che dà inizio a questo 2026, riuscendo a unire tradizione e sperimentazione, passato e presente. È un ascolto che si gusta lentamente, mettendo in primo piano l’intensità emotiva delle voci e l’essenza lirica del brano.










