Nel dialogo con Zane Lowe per Apple Music 1, ROSÉ non prova a razionalizzare il successo di APT.. Lo osserva da fuori, come si fa con qualcosa che a un certo punto smette di appartenerti del tutto. Il brano, nato dalla collaborazione con Bruno Mars, ha dominato il 2025 in modo trasversale: primo posto nell’Apple Music Replay globale, canzone più cercata su Shazam, la più trasmessa dalle radio nel mondo e quella con i testi più letti. Una serie di primati che, messi in fila, raccontano un impatto culturale prima ancora che musicale.
Quello che colpisce nell’intervista è il modo in cui ROSÉ parla del tempo. Non come linea retta, ma come accumulo di momenti intermedi. Concerti radiofonici, prove con la band, esibizioni intime come quella al Grammy Museum: frammenti che le fanno realizzare che questo è il suo lavoro, anche quando tutto intorno sembra sproporzionato. Il successo arriva, ma la consapevolezza arriva dopo.
APT. nasce in modo laterale, quasi trattenuto. ROSÉ racconta di averla tenuta per mesi solo sul suo telefono, chiedendo ai produttori di cancellarla dai loro dispositivi, non per controllo, ma per capire cosa fosse davvero. La canzone, costruita attorno a un gioco alcolico coreano, aveva bisogno di sedimentare. Solo osservando le reazioni spontanee di amici e familiari ha capito che quel brano aveva un effetto sulle persone persone.
Quando parla delle sue canzoni come “figli”, il paragone non suona forzato. APT. è quella che cresce da sola, prende una direzione autonoma, “va a Harvard” come dice scherzando con Lowe. ROSÉ vive il successo quasi per interposta persona, come se stesse guardando una traiettoria che corre più veloce di lei. Ed è forse per questo che il racconto resta così lucido.
Un altro punto centrale è il rapporto con le canzoni nel tempo. A distanza di un anno o due dalla scrittura, ROSÉ dice di ascoltarle come farebbe chiunque altro. Cambiano significato, curano in modi diversi. Anche i brani rimasti nel cassetto, riascoltati per caso, tornano a parlare con una voce nuova. L’idea che una canzone “finisca” quando viene pubblicata non esiste più.
Il 2025 è stato anche l’anno del ritorno con le BLACKPINK, dopo una fase di forte autonomia creativa. ROSÉ descrive questo rientro come un riadattamento mentale: passare dall’indipendenza totale a una macchina collettiva complessa. Ma proprio quella distanza, dice, ha reso questa nuova fase del gruppo più fresca, più consapevole. “Jump” nasce anche da lì.
Tra i momenti più emblematici, l’esibizione di APT. con i Coldplay in Corea. Cantare il brano in uno stadio, per la prima volta in casa, con Chris Martin che insiste per rifarlo due sere di fila. Non come celebrazione, ma come sorpresa condivisa.
Alla fine, quello che resta dall’intervista non è la lista dei record. È l’idea di un’artista che sta ancora imparando a stare dentro ciò che ha creato. E che, proprio per questo, continua a farlo crescere.










