Venerdì 12 dicembre esce in digitale ed entra in rotazione radiofonica Comunque mi vedi, il secondo singolo estratto dal nuovo album di Fabrizio Moro. L’album era stato pre annunciato da due singoli, “In un mondo di stronzi” e “Non ho paura di niente”, mentre il primo singolo estratto, all’uscita dell’album, è stato “Scatole”.
L’album varia tra i sound e le tematiche più varie, mettendo in risalto la realtà cantautorale dell’autore, tra mondo esterno e intime fragilità. Parlando di questo brano, Moro dice di aver tratto ispirazione da una relazione che lo ha colpito nel profondo.
Parla infatti di una persona che si mette totalmente a nudo davanti al proprio partner, che si libera di ogni peso, pensiero e che parla apertamente dei lati più fragili e difficili della sua esistenza. Comunque mi vedi parla di quelle persone che non sono semplicemente conoscenti nella nostra vita ma presenze vere, presenti in ogni momento, soprattutto in quelli più bui.
L’obiettivo vero è quello di mostrarsi inermi, senza difese, anche davanti a verità scomode, per poter amare e farsi amare a 360 gradi, con pregi e difetti, non importa quanto difficile possa essere.
“Ti ho detto tutto, ti ho detto quello che potevo fare
ma quelle come te, no, non si riescono mai a fidare
ti ho detto tutto di me, l’ho fatto perché mi hai cambiato
mi sono liberato”
Una fiducia tale da mettere nelle mani di una persona tutto ciò che si è, senza sconti, può essere solo segno di un amore davvero grande, che indubbiamente ti cambia dentro.
Fabrizio Moro ci narra l’importanza di buttarci e fidarsi anche quando le situazioni sembrano essere complesse, perché l’amore cambia nel profondo. Questo potere dell’amore, visto come inevitabile nella vita di ognuno di noi, è uno dei fili conduttori che troviamo in tutto il disco.
In questo brano scende a patti non solo con la parte più umana di sé stesso, ma soprattutto con la parte più abissale dell’amore, con cui spesso evitiamo di fare i conti. Ci ricorda che le cose belle non nascono dal niente, ma spesso sono le più difficili, e dobbiamo essere noi a coltivarle nel modo migliore.
Moro ci conferma la sua duplice dimensione: la capacità non solo di cantare verità nude e crude, spesso socialmente scomode e difficili da esprimere. Ed insieme l’abilità di scrivere dell’amore in modo profondo, scavando in quelle che sono le fragilità più intime dell’uomo.










