Ricapitoliamo. Una partecipazione ad Amici 2024-2025, la release dell’EP Relax, il breakup estivo con Eclectic Music Group, il recentissimo superamento della temutissima scrematura per Sanremo Giovani 2025 sotto la Warner. Questo e molto altro è Antonia Nocca, la promettente stella del programma di Maria De Filippi. Antonia ha superato le audizioni che hanno compreso la partecipazione di 500 giovanissimi nella contesa di soli 34 posti. Ma adesso è prevista un’ulteriore selezione che vedrà 24 finalisti del contest televisivo in onda su Rai2 nel mese di novembre.
Contemporaneamente a questa grande notizia, il suo ritorno tra le scene è segnato dall’incisione della cover di Christina Aguilera, Genie in a Bottle, negli studi di Spotify a Stoccolma.
Il progetto fa seguito al premio della piattaforma musicale vinto durante la semifinale ad Amici ed è stata un’occasione per un lavoro di stampo internazionale rilasciato per ADA Music Italy / Warner Music Italy.
“Genie in a Bottle per me è un po’ come un nuovo inizio, segna chi voglio essere da questo momento in poi e anticipa il progetto a cui stiamo lavorando” racconta Antonia. “Spotify Singles è stata un’esperienza indimenticabile: è stato un onore per me poter entrare in quello studio e lavorare a questo brano con il mio team e con dei professionisti del settore. Avendo iniziato da poco questo percorso per me è tutto nuovo e inaspettato, sicuramente emozionante”.
L’uscita del singolo, è stata su Instagram con l’iconica frase “I’m back and I’m a 90’s B*tch”.
Sembra passato un secolo di lonely nights nell’attesa di qualcuno che possa renderla libera. Il fatto è che non è così semplice: lei è come un “genie in a bottle”, “you gotta rub me in the right way!”.
Uno sguardo accattivante e qualche bacetto sciupato nell’aria sono l’unità di misura di questa atmosfera? Le luci sono down low esattamente come le intenzioni, necessariamente da sfumare assieme alla musica che stanno suonando. Just one more dance e potrebbe non essere più tutto così rarefatto. “My body is saying “let’s go” ”, nella pallida attesa che faccia colpo, che lasci un segno.
In fondo esiste un cosiddetto “price to pay” in questo gioco: “i gotta like what you do”.
Però il lancio di dadi di questa notte non è promettente, non si parla la stessa lingua su questo dancefloor.
“I can make your wish come true”, ma si sta annoiando. Baby, baby, baby…










