FRESH TALENT: Danielle

da | Ott 14, 2025 | Flash News, FRESH TALENT

Il cantautore ci ha raccontato il suo nuovo album e quali sono “le storie” che troviamo al suo interno.

Dopo un anno passato fra tour e studio, il 10 ottobre esce il nuovo album di Danielle, che troviamo completamente rinnovato e reinventato rispetto al lavoro precedente da cui sono passati ormai tre anni. 

L’album, Tu, noi e le altre storie chiude un cerchio iniziato coi due singoli usciti in precedenza, lo scorso 4 luglio: “Mi baci, ti guardo, mi sciolgo” e “Cuore selvaggio”. Il nuovo disco, definito da lui stesso più maturo e ragionato affronta temi importanti, come l’addio, la rinascita, e l’amore verso se stessi, vero filo conduttore dei brani, narrati dalla voce inconfondibile di Danielle, capace di unire fragilità e potenza in uno stile unico e inconfondibile. 

Abbiamo fatto due chiacchiere con Danielle in vista dell’uscita del disco, che sarà presentato nei prossimi concerti del tour “Innamorati persi”, iniziato a settembre.

Hai parlato di risveglio improvviso descrivendo quest’album, che si apre con un brano che si chiama proprio “Si, adesso mi sveglio”, cosa ha fatto scattare questo risveglio improvviso e quali consapevolezze ha fatto nascere?

“Si può dire che il mio risveglio è avvenuto dopo appunto questo periodo di buio totale, di freddo interiore ed è stato dato principalmente dall’amore. Dopo questo periodo un po’ così ho incontrato l’amore e questa cosa qui mi ha fatto svegliare anche a livello musicale, oltre che sentimentale, quindi mi ha dato modo di di prendere in mano la situazione e di vivermi la musica per quello che è realmente per me.” 

Molti brani dell’album sono di grande profondità umana, qual è quello che scava più nel profondo? 

Ce ne sono un paio e uno sicuramente è “Chitarra distorta” che è un pezzo legato alla mia infanzia, è un racconto di un periodo della mia vita che per me è molto importante, racconta di molti momenti condivisi con mio fratello, siamo cresciuti insieme e abbiamo vissuto in campagna, eravamo sempre io e lui. Poi “Ciao ma” che è proprio una dedica spudorata e naturale, come fosse una lettera. Questi qui sono due pezzi fortissimi, ogni volta che li ascolto mi smuovono sempre qualcosa dentro pur avendoli scritti io, sono più sentimentali dal punto di vista nostalgico.” 

Quanto pensi ci sia del Danielle che è venuto fuori durante il percorso a X Factor in questo progetto? 

“C’è una piccola parte, perché comunque quella è stata un’esperienza bella intensa e soprattutto è stata concentrata tutta in pochissimo tempo, ti arriva in faccia come un’onda gigante e quindi inevitabilmente influenza le cose che fai. Sicuramente sul piano artistico ad X Factor c’è molto poco tempo per tirare fuori quello che fai davvero, perché comunque lavori sulle cover, per uno spettacolo che è più televisivo. Direi che esce fuori molto di più sul piano umano, perché comunque essendo un’esperienza così forte e concentrata ti dà modo di conoscere tante persone, con tutti gli altri ragazzi abbiamo sviluppato un rapporto stupendo e questo crea un senso di squadra, questo senso di appartenenza che sicuramente esce fuori molto di più rispetto al lato artistico.”

Perché la scelta di inserire all’interno del disco la cover di sfiorivano le viole? 

Perché quello è un pezzo veramente importante per me e tra l’altro è anche la prima cover che io abbia mai cantato nella mia vita, prima di fare X Factor infatti non avevo mai cantato cover e una volta preso lì ero andato un po’ in crisi. Poi io con Rino Gaetano ho un rapporto molto profondo, ci sono cresciuto fin da quando sono piccolo, l’ho sempre ascoltato e lo sento proprio vero come essere umano, mi riesco a immedesimare tanto ed è una cosa che non mi capita quasi mai, sono pochi gli artisti che mi arrivano così forte.” 

Sono passati diversi anni dal tuo ultimo album in studio, in questo lasso di tempo, qual è stata l’evoluzione più importante? 

“Sicuramente la coscienza, adesso sono molto più cosciente di quello che faccio rispetto a tre anni fa, perché comunque il primo album è stato proprio uno sfogo totale: erano tanti anni che volevo fare un mio disco, ho suonato con un sacco di band, fatto un sacco di live in giro da musicista e comunque il mio sogno da quando ero piccolo era fare un mio album, cantare. Ho cominciato abbastanza tardi rispetto a quando ho cominciato a suonare e quindi il primo album è stato proprio uno sfogo completamente istintivo, bambinesco quasi, invece adesso c’è molta più coscienza di quello che posso fare, molta più profondità dietro al testo e agli arrangiamenti, prima invece andavo completamente allo sbaraglio.” 

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