Intervista a Emis Killa: le radici e “EM16”

da | Set 10, 2025 | Interviste

Milano si prepara: stasera Emis Killa trasformerà Fiera Milano Live. Con EM16, il rapper torna nella sua città per un evento unico, tra ospiti d’eccezione, freestyle e una celebrazione delle sue radici.

Stasera, 10 settembre, Milano non sarà una città qualunque: sarà la capitale del rap italiano. A Fiera Milano Live, infatti, Emis Killa farà il suo grande ritorno con EM16, un live che non è semplicemente un concerto ma una vera e propria celebrazione della cultura hip hop. Un appuntamento che suona come un richiamo alle origini, un tributo alla sua città e insieme un manifesto della scena contemporanea.

Chi conosce Emis sa bene che per lui Milano non è solo lo sfondo, ma la matrice di tutto: dalle prime rime sputate al muretto di San Babila fino ai grandi palchi, la città è stata sempre il cuore pulsante della sua storia. Non è un caso che questo show porti proprio qui il suo nome e il suo numero: EM16 è il proseguimento naturale di un percorso che lo scorso anno, con EM15, aveva già portato oltre 25mila persone sotto lo stesso tetto. Questa volta, però, la posta in gioco è ancora più alta.

Una line-up che scrive la storia

Quando Emis Killa ha svelato gli ospiti che saliranno con lui sul palco, l’hype è salito alle stelle. Perché la lista non è solo un elenco di nomi, ma un viaggio tra generazioni e stili del rap italiano. Ci saranno Guè e Jake La Furia, colonne portanti della vecchia scuola milanese, pionieri che hanno trasformato il rap di strada in fenomeno culturale nazionale. Non mancherà Lazza, il golden boy che ha portato il rap nelle classifiche mainstream senza mai tradire la sua anima. Poi ci sarà Gemitaiz, maestro di flow e liriche taglienti, capace di incendiare qualsiasi palco.

E poi ancora: Massimo Pericolo, voce cruda e spietata della provincia; Neima Ezza, la nuova leva che parla la lingua dei quartieri; Nerissima Serpe e Papa V, rappresentanti di quella scena emergente che sta riscrivendo le regole. Non mancheranno Nicky Savage, Paky, Vegas Jones, Flaco G, 22 Simba e Promessa. Insomma, un cast che mette insieme il passato, il presente e il futuro del rap, tutti riuniti per un’unica notte. Un atto d’amore verso la cultura hip hop, che spesso viene data per scontata ma che qui, invece, torna protagonista.

La sfida freestyle: Cypha Killa

EM16 non sarà solo musica da palco, ma anche sfida, sudore e microfono in mano. Durante la serata, infatti, avrà luogo la finale di Cypha Killa, la battle freestyle organizzata da Emis insieme a Mastafive. Sedici MC si daranno battaglia per conquistare il titolo, riportando in auge quello spirito di competizione che è il motore del rap.

Dieci di loro sono stati scelti in dieci diverse regioni italiane, durante incontri spontanei con freestyler di tutta la penisola. Gli altri sei, invece, arrivano da un luogo che per Emis ha un valore quasi sacro: il muretto di San Babila. È lì che lui stesso ha iniziato, quando ancora era solo un ragazzo con il sogno e il talento. Rivedere nuovi MC calcare lo stesso percorso significa chiudere un cerchio, o meglio aprirne un altro.

Ai piatti ci sarà DJ Double S, nome storico che nel 2007 era al fianco di Emis quando vinse il torneo Tecniche Perfette. Anche questa è storia: riportare sul palco chi ha condiviso con te gli inizi è un gesto che dice molto più di mille parole.



Ospiti, freestyle e flow: EM16, la festa rap che riparte da Milano


Ogni volta che si parla di Emis Killa non si può prescindere dal suo rapporto con Milano. La città è stata lo scenario della sua crescita, la sua palestra, la sua ispirazione. Milano è il luogo in cui il rap italiano ha piantato radici profonde, e che continua a generare talenti e correnti.

Se pensiamo agli anni 2000, al fermento attorno a San Babila, al modo in cui il rap era vissuto come sfida quotidiana, capiamo quanto questa data non sia casuale. Portare EM16 a Fiera Milano Live non significa solo scegliere una location capiente: significa riportare a casa un pezzo di cultura.

Noi di Cromosomi abbiamo avuto il privilegio di scambiare quattro chiacchiere con Emis Killa proprio alla vigilia di EM16. Un incontro che ci ha permesso di entrare nel suo mondo in un momento cruciale, per farci raccontare come si sta preparando a questo grande evento e cosa il pubblico dovrà aspettarsi domani sera.

Se dovessi descrivere EM16 con una sola parola, quale sarebbe?

“Iconico, perché, con tutta la modestia del mondo, è unica nel suo genere. È un format comunque inedito che in italiano non è mai esistito. Probabilmente in giro per il mondo sì, non lo so, però sicuramente chiunque arriverà dopo EM16 a fare una roba del genere sarà il secondo.”

Una cosa che succederà a EM16 e che nessuno si aspetta…

“L’outfit.”

“Demoni” o “In auto alle 6:00”: quale brano ti rappresenta di più in questo momento?

“In auto alle 6:00, perché ha le sonorità più calde forse. ‘Demoni’ era un brano studiato per un contesto diverso dal mio. Diciamo che sono entrambi due brani molto pop, ma nessuno dei due rappresenta un identikit della mia personalità musicale.”

Meglio il rap di ieri o quello di oggi?

“Qua si può aprire un discorso che va avanti fino a Natale. Non c’è un meglio o un peggio, è semplicemente diverso. È chiaro che per gli artisti della mia epoca c’è un valore affettivo impareggiabile, ma ripeto: è un discorso di cuore. Dal punto di vista qualitativo, se io prendo un emergente di oggi a vent’anni e uno di vent’anni di quell’epoca, non è detto che quello di oggi sfiguri. Anzi, ci sono tanti ragazzi che oggi sono dei fenomeni. Ed è giusto così: il mondo è diverso, la società è diversa, mi stupirei del contrario.”

Milano per te in tre parole?

“Graffiti.

Traffico.

Emis Killa.”

Ti senti più “erba cattiva” o “supereroe”?

“Nessuno dei due. Oggi mi sento molto più all’Emis Killa diciassettenne, che viveva questa cosa in maniera molto più genuina. Sai, oggi vado in studio quando ho voglia, non sento la pressione delle scadenze. Faccio musica quando sono ispirato e ho abbandonato la paura di evitare lo studio di registrazione quando non ne ho particolarmente voglia: è una cosa che mi ha accompagnato per anni, possiamo dire una sorta di senso del dovere nei confronti di me stesso e della mia carriera. Però è molto controproducente, quindi è meglio che stacchi e poi rientri in studio.”

Dal muretto di San Babila a Fiera Milano Live: se potessi parlare al ragazzo che faceva freestyle agli inizi, cosa gli diresti oggi?

“Stai tranquillo, che ti andrà tutto bene, anche meglio di quello che credi.”

Come ti è venuta l’idea di creare un evento così?

“Mi è venuta perché ho sempre avuto il desiderio, al di là di organizzare un festival, di creare qualcosa che portasse il mio nome o comunque la mia testa. Poi, parlando con Clemente Zard, mi è venuta l’idea di scrivere EM16, scritto così. Quella roba lì è nata proprio da un suo messaggio, geniale mi sembrerebbe dire. Da lì è venuto tutto il resto. Il format è nato dalla necessità: bisognava mettere insieme tanti artisti senza compromettere la mia presenza sul palco e, soprattutto, senza far durare lo show quattro ore. L’unica possibilità era far suonare tutti, ma poco, con me sul palco.”

La lineup mette insieme icone della vecchia scuola e nuove leve della scena rap: che messaggio vorresti dare unendo queste due generazioni sullo stesso palco?

“Di non farsi la guerra reciprocamente. Forse è un po’ qualunquista come cosa, ma alla fine è la prima che mi viene in mente. Adesso vedo chiusura mentale da parte di pionieri, di chi c’è stato e di alcuni che ci sono tuttora, che non capiscono il linguaggio dei giovani e non si sforzano neanche di capirlo. Non si rendono conto che noi eravamo uguali vent’anni fa. Io invece me ne rendo conto e infatti li accolgo a braccia aperte. A volte, però, vedo una mancanza di rispetto dei giovani nei confronti della vecchia scuola che non mi piace. Un po’ sì, perché anche io ero arrogante, però ero arrogante verso chi parlava male di me o della mia musica. Io dicevo: ‘Parli tanto, ma in realtà l’hip-hop lo faccio, lo vivo e lo spingo molto più di te’. Alcuni ragazzi giovani, invece, sono strafottenti verso tutto quello che c’è stato, anche se sono figli di quella generazione. Mi piacerebbe che queste due generazioni si venissero un po’ più incontro.”

Tra gli ospiti ci sono anche nomi della nuova scena come Neima Ezza, Nerissima Serpe, Papa V… Cosa ti ha colpito di queste nuove generazioni?

“Ormai ogni anno c’è una nuova ondata. Ognuno ha qualcosa. Se parlo di Flaco, Simba, ti posso dire che mi ha colpito l’attitudine, che è molto simile a quella che avevamo noi: quella cosa del ragazzo di provincia o di periferia che si vuole far sentire. Mi sembra che ci sia meno voglia di flex e molto più fame, che è una cosa che un po’ era mancata negli ultimi anni.”

Al centro di EM16 ci sarà anche la finale di Cypha Killa, una battle freestyle che porta in un grande evento le tue radici da freestyler. Che effetto ti fa rivedere nuovi ragazzi affrontarsi sul palco, esattamente come facevi tu al muretto di San Babila?

“Mi fa l’effetto di quando un pugile vede sul ring la gente che si picchia e poi inizia a farlo pure lui. Io, se avessi potuto fare soldi col freestyle, forse avrei fatto freestyle per tutta la vita. È troppo bello. Il problema è che questi ragazzi, esattamente come ero io, sono ossessionati dal freestyle. Fanno rime continuamente: non si può competere.”

Oggi ti piacerebbe fare freestyle?

“Io sono figlio di Ensi, ma oggi non facciamo più freestyle perché siamo disinibiti. Il freestyle ti porta a dire cose scurrili e politicamente scorrette che, quando non sei nessuno, vanno bene. Oggi non lo posso più fare. Quando vado al muretto sento delle rime contro persone che io conosco personalmente, quindi, pur volendo, non potrei rispondere perché magari si parla di qualcuno a cui voglio bene.”

Secondo te, quanto è ancora importante il freestyle per formare un rapper oggi?

“È giusto che le cose stiano come stanno: il freestyle va bene per fare la gavetta o per intrattenere i tuoi amici.”

Cosa ti aspetti dopo EM16 e che momento che stai vivendo artisticamente?

“Sono in un momento molto bello, molto in forma con il rap. Ho già tanti progetti di cui non posso parlare, ma ho le idee molto chiare sul futuro che ho in mente. Sono gasato e non vedo l’ora che si svolga questo evento per poter proseguire con i nostri programmi.”


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