La rivoluzione musicale riparta da Fred Again.., cronaca del live a Roma

da | Set 9, 2025 | #Cromosomiintour

Il live di Fred Again all’Auditorium di Roma ha trasformato uno spazio istituzionale in un’esperienza elettronica collettiva. Anche grazie all’apertura dei Parisi, il concerto ha superato i confini tradizionali, segnando un nuovo capitolo per la musica dal vivo in Italia.

“I wanna do it again again and again”, recita la felpa di un ragazzo nel pubblico, quasi ad anticipare quella che evidentemente sarà la sensazione finale di tutti i presenti. Dopo le due ore di concerto di Fred Again.., in cui l’Auditorium Ennio Morricone di Roma si è trasformato in una Boiler Room, la sensazione è quasi di spaesamento. Dall’impianto tecnico perfetto, alla scenografia impeccabile, che alterna cieli stellati fatti di pixel a riprese in diretta del pubblico per dare l’idea di quanto l’intero spettacolo sia coinvolgente, il live sembra un momento di ascesi collettiva e corale. Come difficilmente se ne sono visti prima in Italia. 

Che sarebbe stato un grande live si intuiva già dal set di apertura prima di Elena Colombi e poi dei PARISI, duo di eccellenti dj salernitani arrivati a lavorare, tra gli altri, con Tom Misch, Ed Sheeran e Swedish House Mafia e vincitori di un Grammy – il cui opening, fatto anche dell’ultimo singolo “Mutual feelings”, preannuncia la sensazione di ascesi del concerto. Acclamati quasi al pari del main performer, i due ritornano anche più tardi, si uniscono al dj in un palco corale, che sembra più uno studio di registrazione. In diretta Fred crea, modifica e riproduce, rende sempre più sottile la linea tra gli elementi studiati e preparati nel dettaglio e ciò che viene ideato effettivamente momento per momento.

A metà tra studio e improvvisazione

Ne emerge che il concerto di Fred Again.. è come un quaderno di appunti della vita del cantante, in cui annota le sensazioni, le riflessioni di un attimo e le prese di coscienza di una vita. Da brani di pura elettronica, fino a head bangerz più riflessive, come “Peace you need”, che definisce “il motivo per cui faccio questo mestiere”, o alla carica emotiva di “Danielle”. Un live diverso da tutti i precedenti, in cui Fred intreccia decine di fili inestricabili tra loro: ciò che fuoriesce è una trama ibrida più che mai, a metà tra l’improvvisazione di un rave e la raffinatezza di uno spettacolo interamente strumentale, in un dialogo ininterrotto tra tastiere, batteria – compreso il finger drumming, suo segno riconoscitivo – ed elettronica.

Quello che Fred Again.. e i PARISI hanno portato a Roma, senza nessuna esagerazione retorica, è l’inizio di qualcosa di nuovo, e lo dimostra la partecipazione di ognuno dei presenti. Quasi nessun telefono, migliaia di mani al cielo in un esperimento nuovo che ha dato modo di capire che forse, se l’Aditorium per una sera può trasformarsi in quella Boiler Room di Londra in cui tutto è cominciato, a questo punto, forse, ora anche il paese del cantautorato e del bel canto è davvero pronta ad una rivelazione nuova. In cui Fred Again.. fa da apripista.

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