Con SWAG II, disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali, Justin Bieber firma il suo ottavo album e lo fa con la stessa sfacciataggine con cui aveva spinto il predecessore in vetta alle classifiche globali. Ventitré brani, un’ora abbondante di musica che alterna ballate intime come I Do e Mother in You a tracce più spigolose come Poppin’ My S*** e Speed Demon. È il progetto più lungo e personale della sua carriera recente.
A dare man forte al cantante ci sono produttori e collaboratori di prima fascia: Carter Lang, Dylan Wiggins, mk.gee, Mike Will e molti altri. Un dream team che amplifica le sonorità di SWAG e accompagna Bieber in un racconto che intreccia la sua vita privata – la paternità, la fede – con la volontà di sperimentare e restare rilevante in un mercato ipercompetitivo.
Il debutto del primo capitolo, uscito l’11 luglio, ha già fissato nuovi standard: 16 canzoni su 21 entrate direttamente nella Billboard Hot 100 e oltre 200 milioni di stream nella prima settimana. Il singolo Daisies da solo ha raccolto quasi 240 milioni di ascolti su Spotify, confermando una fanbase che non ha mai mollato il proprio idolo.
Il ritorno di Bieber non è solo un’operazione nostalgia per chi lo ha seguito dai tempi di Baby: è la prova che un artista con quasi vent’anni di carriera, 86 miliardi di stream globali e più di 150 milioni di dischi venduti, sa reinventarsi senza perdere riconoscibilità. SWAG II segna l’inizio di una nuova fase, una corsa che sembra ancora lontana dal traguardo.










