Il 18 agosto resterà inciso nella memoria dell’Oversound Music Festival. Non solo perché il cartellone si è chiuso, ma perché a scrivere l’ultima pagina sono stati due fuoriclasse agli antipodi eppure complementari: Rose Villain e Fabri Fibra. Lei, regina del pop-urban, lui, veterano del rap nazionale: insieme hanno trasformato il Fossato in un coro esplosivo.
A rompere il silenzio ci ha pensato Welo, talento pugliese che ha scaldato il pubblico con rime taglienti. Poi Rose, alle 21 spaccate, ha messo in scena un set che alternava energia pura e momenti più intimi. Da Il bacio del serpente a Fragole, passando per Michelle Pfeiffer e Victoria’s Secret, fino alla bomba più attesa: Bop. Qui è arrivata la sorpresa, con Fibra a dividere il palco. Il brano nato su TikTok si è trasformato in un urlo corale: non più balletto virale, ma esplosione sonora capace di spaccare il fossato in due.
Subito dopo, il microfono è passato al rapper marchigiano. Fibra ha proposto una scaletta solida, da manuale del rap italiano: Applausi per Fibra, Fenomeno, Pamplona, Stavo pensando a te, Tranne te. Brani che hanno fatto saltare vecchi e nuovi fan, senza concedere tregua. Nessuna nostalgia, solo l’ennesima dimostrazione che Fibra resta l’outsider più influente del panorama.
Il filo conduttore della serata è stato l’incontro tra due modi diversi di intendere la musica. Rose Villain, con la sua estetica pop-urban internazionale, e Fabri Fibra, con la sua crudezza rap, hanno dimostrato che contaminazione non significa compromesso ma nuova energia. Chi c’era lo sa: il Fossato si è trasformato in un amplificatore umano, una massa compatta di voci e corpi che hanno cancellato ogni distanza tra palco e platea.
Dopo Barletta, la Villain approderà il 21 agosto a Lignano Sabbiadoro e a settembre debutterà all’Unipol Forum di Milano, la sua prova del nove. Fibra continuerà a girare i festival e tornerà al Forum il 30 settembre e l’1 ottobre, prima di chiudere nei club.










