Per navigare verso se stessi bisogna salire sulle navi giuste. Lo afferma Tamì – al secolo Elisa Casentini – nel suo nuovo singolo Navi, in uscita il 25 luglio per Honiro Label e Luppolo Dischi. Un titolo semplice, ma denso di significato: Navi è un inno alla rottura, alla malinconia e al coraggio necessario per ricominciare.
Tamì canta l’urgenza di rompere il filo di Arianna che ci ancora al passato, per guardare al futuro con occhi finalmente nuovi. Dopo anni tra Roma, Swansea, Liverpool e Londra, l’artista romana torna con una scrittura più matura e intima, figlia del silenzio e dell’attesa. Navi segna una svolta tanto artistica quanto personale: è il manifesto di chi ha scelto di non farsi schiacciare dal peso delle certezze, ma di salpare verso l’ignoto per riscoprirsi.
La produzione accompagna il testo con delicatezza, restando sospesa tra cantautorato indie e atmosfere sognanti, figlie della formazione musicale di Tamì all’accademia di Paul McCartney. Un brano introspettivo, ma mai autoreferenziale, che si fa specchio per chiunque abbia dovuto lasciare un amore, un luogo, una vita, per trovare sé stesso.
Nella malinconia siamo tutti uguali, dice l’artista. Navi non è solo una canzone, ma un invito: a mollare gli ormeggi, a scegliere la propria rotta, anche se fa paura.










