Tra le notti affollate e drink annacquati, nella testa rimbomba la cassa dritta e qualche ritornello che racconta l’ennesimo amore estivo, ma basta spostarsi un po’ ed infilarsi in qualche caletta non ancora colonizzata da ombrelloni e giochi aperitivo, per trovare un’estate diversa.
Un’estate che sa di sabbia, di asciugamani stesi per terra, di una Settimana Enigmistica finita a metà e di salsedine. È questa la dimensione raccontata in Felini, il nuovo singolo di Venerus con Marco Castello, uscito il 4 luglio per Asian Fake/EMI Records: un piccolo gioiello registrato in presa diretta, con il mare che è allo stesso tempo sottofondo ed effetto speciale.
Felini prende vita un anno e mezzo fa su una spiaggia vicino a Ortigia in un momento tra amici che rivendicano il lusso di rallentare: Venerus e Marco Castello strimpellano una melodia accompagnati da un “tararari rarara”, Pietro Selvini si unisce con il suo flauto che sussurra tra le onde e Filippo Cimatti che, quasi come un fotografo che immortala la cartolina della stagione, li registra con un microfono da field recording. Il risultato è un brano che accarezza come una brezza leggera sul viso mentre si è sdraiati sotto il sole, magari con ancora qualche goccia di acqua salata sulle palpebre. La perfetta colonna sonora della “vita lenta”, fatta di momenti semplici e sospesi.
Venerus e Marco Castello sono due Felini
“Sono io il più fortunato e non lo so nemmeno io
E non so per quale prodigio, con tutti i miei amici
Che stiamo nel mondo a fatica, ma siamo felici
[…]
E stiamo nel mondo a fatica, ma siamo felini”
Con quella grazia che appartiene solo ai Felini, i due artisti si identificano in un gatto randagio: creatura indipendente, fragile sì ma, grazie alle sue sette vite, capace di cadere sempre in piedi e di sognare. E poi la produzione volutamente essenziale contribuisce a rafforzare una narrazione sincera in cui ogni suono, ogni pausa, ogni eco del mare diventa parte integrante del racconto.
Una canzone estiva che non è una “canzone estiva”
Non è il ghiacciolo ripieno di coloranti venduto in spiaggia a cinque euro, né la playlist “Summer Party 2025”. Felini è più un bicchiere di vino bianco bevuto in terrazza con la radio accesa. Magari non te la ricordi per tutta la vita, ma mentre la ascolti, tutto sembra essere al posto giusto. E in un’estate che ti chiede solo di fare, fare, fare… Venerus e Marco Castello ti dicono: fermati e… “tarari rarara“.










