Lucio Corsi (@luciocorsi) non è più solo una promessa: è una certezza. Con Volevo essere un duro conquista le Targhe Tenco 2025 per “Miglior album” e “Migliore canzone singola”, un doppio colpo che lo pone accanto a leggende come Fabrizio De André, Paolo Conte e Samuele Bersani. Un’impresa rarissima, ma soprattutto meritata.
Il brano-manifesto del nuovo Corsi – già vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” a Sanremo e 5° classificato all’Eurovision – ha stregato pubblico e critica. Volevo essere un duro non è solo una hit: è un piccolo romanzo di formazione in tre minuti, sospeso tra glam rock e poesia lunare. Disco di platino, top 100 globale su Spotify, primo tra gli indipendenti per dieci settimane. Se non l’avete ancora ascoltato, il problema è vostro.
Alle spalle, Sugar Music, la fucina indipendente che ha fatto della cura artigianale la sua bandiera. Da Bestiario musicale a oggi, ogni disco di Corsi è un tassello di un universo visionario e coerente. Un lavoro sartoriale – anche grazie a Tommaso Ottomano – che oggi riceve il plauso internazionale.
E non è l’unico. La Niña (@la.nina.nina) trionfa con Furèsta come “Miglior album in dialetto”, mentre Brunori Sas (@brunorisas) e Riccardo Sinigallia tornano alla ribalta con L’albero delle noci. L’etichetta di casa Sugar non sbaglia un colpo.
“Sogno un futuro in cui il Tenco abbia la visibilità di Sanremo”, ha detto Corsi. Forse il futuro è già qui. E ha le basette, i pantaloni a zampa e una chitarra che canta storie più vere del vero.










