Dalle 15:30 fino alle 2:00 del mattino, l’intera area verde del Parco di Castello Chigi si è trasformata ancora una volta in un piccolo cosmo parallelo, dove i suoni si sono intrecciati al verde dei pini e alle luci intermittenti dei laser. Un palcoscenico calato nella vegetazione, tappetini da yoga sul prato, una ruota panoramica e addirittura una mongolfiera hanno fatto da cornice a tre giorni sospesi nello spazio.
SuperAurora Festival: Day 3
Sul main stage Pulsar, la giornata è partita sotto la luce del sole con un dj set comprensivo di orchestra di Comemammamhafatto. A seguire Dj Vivona e due ore di Moodymann, che tra echi groove anni Settanta e AC/DC ha fatto canalizzato tutti gli spettatori sotto il palco. E poi ancora, il dj tedesco Claptone con la sua iconica maschera dorata e in chiusura due ore dell’instancabile Monki.
Nonostante alcuni aspetti da rivedere – e le code interminabili, il traffico e il caldo afoso – alla luce dei tre giorni trascorsi, il SuperAurora Festival si conferma la possibilità, anche in Italia, di una nuova concezione totalizzante della musica. Un incontro di immersione a 360º tra la natura e tra le tutte note. SuperAurora è l’inizio dell’estate romana vissuta non solo come spettatori, ma come parte attiva di una viaggio: un’esperienza musicale da vivere a pieno, un ritorno ad una concezione di musica come rito a cui partecipare. Una danza di 72 ore che attraversa la luce del giorno, passa per quella artificiale, per poi tornare di nuovo a quella del sole. Ancora e ancora.










