Nahaze torna sotto i riflettori con Tanto da fare, un singolo che si configura come un vero e proprio manifesto di resistenza emotiva e lucidità interiore, in un’epoca dominata dalla frenesia del risultato. Lontana dall’immaginario dell’artista impulsiva o vittima del caos, la cantautrice italo-inglese si mostra qui più centrata, più nitida, con uno sguardo rivolto al futuro e le mani ben piantate sul presente.
Dopo il successo di Oro Oro Oro con quasi 2 milioni di stream su Spotify, e la collaborazione con Big Mama in Più ne voglio di Estremo, Nahaze sceglie di affondare la penna nella sostanza: Tanto da fare, prodotto da GRND per Sugar Music, è un inno urban alla pazienza, all’impegno costante e al rifiuto del rumore inutile.
“Ora sono come mi vorrei
E vivo più tranquilla”
Così canta con leggerezza disarmante, facendo scorrere tra le parole un’urgenza adulta, lucida, mai retorica.
“Viviamo nella fast society, nell’era del tutto e subito”, dichiara l’artista, e l’impressione è che lei non voglia affatto starci dentro. C’è un’etica nel suo pop, fatta di concentrazione e rinuncia, di obiettivi costruiti pezzo dopo pezzo – come quell’acqua che “dopo anni lo fa un buco nella roccia”. Echi lontani da Wasted (2020), in cui il tempo sembrava un fardello da scrollarsi di dosso.
Dalla Basilicata a Milano, da Carillon con Achille Lauro alla colonna sonora di Baby 3, Nahaze è cresciuta senza perdere il filo della sua visione. Con Tanto da fare, ci invita a fare lo stesso: scegliere, ogni giorno, di non sprecarsi. E, in fondo, è proprio questa la rivoluzione più radicale.










