Medy torna a parlare, A voce bassa, ma con una forza che echeggia chiara e potente. Venerdì 16 maggio, il giovane artista bolognese di origini marocchine inaugura un nuovo capitolo con l’omonimo singolo A voce bassa, pubblicato da Warner Music Italy. Un brano che non è solo musica, ma manifesto di resilienza.
Classe 2001, cresciuto nel cuore popolare di San Donato, Medy ha conosciuto presto le sfide della vita. Le sue canzoni sono state, fin dagli esordi, un ponte tra la realtà delle periferie e l’urgenza espressiva di una generazione in cerca di riscatto. Eppure, anche chi ha già affrontato tempeste può inciampare nel silenzio. Ed è proprio da quel vuoto che nasce A voce bassa: una confessione intima e matura, che trasforma il dolore in luce.
Prodotta da Timon, la traccia vibra di energia estiva, ma custodisce tra le pieghe un’anima introspettiva. È il canto di chi ha lottato con se stesso e ha scelto di tornare, non per compiacere, ma per affermarsi ancora una volta. “Questa vita mi ha portato ad essere uomo prima ancora di esserlo”, ha scritto l’artista sui social, aprendo uno spiraglio sulla propria fragilità. E da lì, con umiltà, riparte.
Medy ha già tracciato sentieri importanti: da Chiamare a Malasuerte, fino agli album Nove Chiamate e Maltempo, costellati da hit e certificazioni. Ma con A voce bassa, si libera del superfluo. Resta la voce, quella vera. Quella che non urla per farsi notare, ma che sussurra per farsi ascoltare. E forse, proprio per questo, risuona più forte che mai.










