M¥SS KETA chiude col botto a Milano tra pop, culto e provocazione

da | Mag 10, 2025 | #Cromosomiintour

Milano si accende per l’ultima tappa del tour di M¥SS KETA: un’esplosione di musica, moda e provocazione che trasforma il palco in tempio pop e delirio collettivo.

Habemus Papam? No, Habemus KETA. Milano si inginocchia con tacchi a spillo davanti alla sua “regina” senza volto: M¥SS KETA ha chiuso nella sua città il tour con una data che più che un concerto è stata un rito laico e sfrontato tra sacro, cafonal e provocazione.

Appare al centro della scena come un’icona da adorare, come sempre occhiali scuri e mascherina a velare il mistero. Indossa un gilet di pelliccia con frange e una tutina trasparente rosso fuoco. Dietro di lei scorrono parole, testi, provocazioni. “Les Misérables” come sfondo, a sottolineare che il trash, se ben maneggiato, può essere più politico di mille editoriali.

Parte “It Girl” e con “Botox” entra il corpo di ballo, scenografico e cool. Prima, però, si definisce, da protagonista assoluta: M¥SS KETA PRIMA, la papessa in versione divina, illuminata da un hashtag: #FigheComeIlPanico. Seguono hit come “Le faremo sapere”, “Divorziata” e poi un video di Gerry Scotti che la saluta, annuncia NEVROTIKA.

È una sfilata, uno show, un varietà. Esegue “Vogliono essere me”. È poi la volta di “Piena” e di “Una donna che conta”, una dichiarazione di potere. Con “Le ragazze di Porta Venezia” arriva il momento più corale: il pubblico urla e balla.

Il palco si trasforma più volte: c’è uno spazio comico che le dà il tempo per indossare una tutina nera e una giacca leopardata. Poi si torna al dramma pop con “Cafonal”, “La casa degli specchi”, “Adoro”, “Profumo”, ognuna una performance a sé, un capitolo del suo universo.

A un certo punto sale anche Vera Gemma per “Vendetta”. E sullo schermo compare una scritta inequivocabile: M¥SS KETA ♥ Pegaso. L’unione perfetta tra diva digitale e culto trash-pop. E poi le hit: “Pazzeska”, “Milano sushi & coca”, “Scandalosa”, “Finimondo”, “Giovanna Hardcore” e la chiusura con “160BPM” e  “Guten Morgen”, rave collettivo.

Il tour si chiude dove tutto è iniziato, a Milano. Non con un semplice live, ma uno spettacolo. Un cabaret, un’ode al caos, al desiderio, alla libertà. M¥SS KETA non canta, comanda il suo popolo e si fa “venerare”. E il suo esercito di anime glitterate ha già nostalgia.

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