L’8 marzo ricorre la Giornata Internazionale della donna, una ricorrenza nata per ricordare le conquiste politiche, sociali ed economiche del genere femminile.
Le vere origini della festa risalgono ad una serie di proteste volte alla conquista del diritto di voto, alla denuncia della guerra. A testimoniare però la presenza tuttora, di una società tutt’altro che libera da disuguaglianze di genere, è il modo in cui viene affrontata questa giornata. Feste frivole, mimose (che puzzano) e Spritz al 50%, una serie di mosse volte soltanto a rimarcare una società patriarcale.
Dopo questo breve preambolo sociale, per contestualizzare le canzoni scelte, vogliamo quindi ricordare l’importanza reale di questa giornata, con dei brani che urlano la necessità di un cambiamento.
Sette canzoni sulla lotta delle donne
Respect – Aretha Franklin
Aretha prende un brano di Otis Redding, e lo trasforma in un un grido di battaglia, un pilastro della musica soul, un manifesto di autodeterminazione che segna la memoria collettiva americana e non solo. Il rispetto non si chiede, si pretende.
Talkin ‘bout a revolution – Tracy Chapman
Non esattamente un pezzo che parla di donne, ma uno dei brani più importanti della musica folk, dove una donna si impegna a lottare per un cambiamento che parte dal basso. Chapman canta della lotta delle classi più deboli, dove spesso le donne ancora di più vivono nell’oppressione.
Donna – Mia Martini
Mia Martini è stata una voce risonante per le donne in Italia, avendo avuto come costante la violenza e l’abuso degli uomini sulle figure femminili. Tra queste canzoni vi è “Donna”: brano potente, toccante, un inno alla lotta contro la violenza di genere. Un testo schietto, che mostra la superficialità e la bramosia di potere con cui l’uomo pretende di manipolare la donna, composto per lei da Enzo Gragnaniello.
Quello che le donne non dicono – Fiorella Mannoia
Caposaldo della musica italiana, questa canzone è importante perché Fiorella Mannoia stessa, decide ad un certo punto di cambiare il testo di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. “Ti diremo ancora un altro sì” era un finale svilente, per questo l’artista vuole sottolineare l’importanza di dire no, trasformando la conclusione in “Ma non saremo stanche, neanche quando ti diremo ancora un altro NO.”
Four Women – Nina Simone
Quattro ritratti di donne nere, quattro storie di oppressione, quattro grida di rabbia e orgoglio. Nina Simone lancia un grido di protesta crescente, dove il pianoforte aumenta la sua frenesia, per acutizzare l’angoscia dei personaggi narrati nel testo. La Simone decise di scrivere un inno sia per il black power, che per il femminismo, denunciando le immagini con cui le donne nere venivano stereotipate.
Rebel Girl – Bikini Kill
Non è solo l’autobiografia di una delle musiciste più influenti della scena hardcore punk, ma una storia che immortala una realtà che abbiamo ancora davanti. Il pezzo da voce ad una prospettiva lesbica, dove una donna canta un inno d’amore ad un’altra donna. In un senso più ampio viene visto come un inno alla solidarietà femminile.
Contessa Miseria – Carmen Consoli
Una scelta particolare per chiudere la selezione, ma volevamo omaggiare questo brano sicuramente non commerciale, dove la cantautrice siciliana mostra l’illusione della perfezione, millantata da una generazione ossessionata dalla perfezione.










