Il festival di Sanremo 2025 è appena iniziato e la prima serata ci ha regalato tutti i 29 brani in gara in un’unica botta. Gli artisti hanno calcato il palco dell’Ariston per la prima volta e c’è chi ha conquistato subito il favore del pubblico e chi invece necessiterà di altre sere per mostrarsi veramente. Ma il live è una cosa, la versione in studio un’altra. Oggi andremo a commentare una manciata di brani della kermesse, ovvero quelli di Joan Thiele, Fedez, Gaia e Giorgia.
FEDEZ – BATTITO
Fedez non naviga certo in acque sicure. Con i recenti scandali che lo hanno visto protagonista e panoramiche fin troppo dettagliate della sua vita privata, era facile intuire che il brano che avrebbe portato a Sanremo sarebbe stato difficilmente un brano all’acqua di rose, di facile digestione e dai toni spensierati.
Battito è un vero e proprio macigno, una lettera aperta alla depressione. I suoi ritmi sincopati e la produzione cupa con l’utilizzo di archi digitalizzati trasmettono efficacemente la sensazione ansiogena che l’autore vuole trasmettere. Qualche eccesso nella post-produzione, forse un filo di autotune in meno sulla voce poteva servire. Ma il pezzo funziona ed è abbastanza orecchiabile nonostante il contenuto.
GAIA – CHIAMO IO CHIAMI TU
Atmosfere caraibiche per l’artista Italo-brasiliana. Inusuale potremmo dire, se non fosse che è l’ennesimo brano di Gaia in cui lei fa Gaia e niente di più. Reggaeton basilare, testo impalpabile e la chiara impressione che il suo talento nasconda molto di più. Soprattutto nel momento in cui la stessa dichiara che tra le sue maggiori influenze e tra i suoi ascolti più frequenti ci siano artiste del calibro di Bjork, Erykah Badu e Rosalia. Funzionerà in radio? Forse, nel frattempo però il telefono è in modalità offline.
GIORGIA – LA CURA PER ME
Una delle voci più importanti e imponenti della musica Italiana torna al festival di Sanremo con La cura per me, che vede una Giorgia in rispolvero dopo l’anonima presenza di due anni fa con la dimenticabile “parole dette male”. Il brano, che vede la firma di Blanco e Michelangelo, è una ballad fatta a modo, con un buon ritornello e la presenza di un bel numero di gorgheggi, cavallo di battaglia della cantante.
La produzione presenta nella seconda parte un interessante risvolto moderno, con delle belle batterie in sequenza, che forniscono una nuova veste più contemporanea ad un pezzo molto classico e non particolarmente sorprendente. Una semplice ballata d’amore, ma perfetta per Sanremo 2025. Possibile podio.
JOAN THIELE – Eco
E veniamo alla vera e propria sorpresa del Festival di Sanremo 2025. La cantautrice Milanese, qui alla sua prima partecipazione alla kermesse, porta un brano solidissimo, corposo ed ammaliante. Su una produzione dagli echi Morriconiani e dall’andatura baroque pop, con accordi di chitarra distesi, Joan Thiele in Eco canta con estrema leggerezza di un amore fraterno tra ritornelli aperti e dal grande impatto emotivo e una struttura inaspettata. Il richiamo alla Lana del Rey di Ultraviolence è evidente, e assolutamente gradito.
Il brano colpisce anche per la sua originalità. Proprio quando ti aspetti l’ennesimo ritornello in pieno stile Sanremo, un assolo di chitarra estemporaneo chiude il brano in maniera assolutamente inusuale. I cori ad accompagnare elevano il tutto nuovamente, consolidando Eco come uno dei migliori della prima serata. Se non proprio il migliore.










