Siamo tutt* figl* di Tumblr

da | Ott 19, 2024 | News

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente anche tu sei figli* di Tumblr: vieni con noi in questo ad memoriam.

Per tutte le persone nate dal 1990 in avanti, i primi anni ’10 del XXI secolo hanno ricoperto un periodo cruciale. L’adolescenza, le prime esperienze, le prime volte di tante cose. L’età delle cotte, delle crush, dei gruppi sociali, ma anche della solitudine. Del volere essere divers* da come si era, del voler essere qualcun* altr*. Dell’imitare idoli, cantanti, superstar. Del conformarsi a ciò che andava di moda, perché così era più facile non essere sol*.

E non si può pensare ai primi anni ’10 senza Tumblr.

Un social network a oggi praticamente inesistente (anche se ancora vivo, ma molto cambiato), che dal 2010 al 2016 circa ha letteralmente plasmato vite, immaginari, psiche ed estetica.

Tumblr, che ora è diventato un aggettivo, ha creato il suo genere. È semplicemente una categoria a parte, un modo di pensare, un modo di vedere. Quella tristezza di fondo che accompagnava tutti i post è simbolo di una generazione di adolescenti e preadolescenti che, per la prima volta, si accorgevano della loro solitudine, della loro diversità, alcun* anche dei loro disturbi mentali e che condividevano tutto questo con milioni di sconosciuti.

Bello essere lì, in un universo digitale dove tutti sembrano essere e sentirsi come te. È stato, però, anche un enorme acceleratore di disagio.

Come dimenticarsi dei gruppi pro anoressia, dei contenuti sessualmente espliciti non censurati e dei post che inneggiavano alla bulimia, al vizio del fumo e a fare cose decisamente pericolose?

Tumblr era anche questo. Era probabilmente lo specchio di quello che i e le giovanissim* pensavano, volevano, pretendevano, speravano. Con cose belle e cose brutte.

Quell’aesthatic soft grunge a cui molt* non riescono a rimanere indifferenti tuttora, i jeans strappati, il nero, i beanie, i maglioni larghi, i Dr. Martens, le Adidas Superstar bianche e nere, il giubbotto di pelle. A ricordarlo, per chi l’ha vissuto, viene un moto emotivo. Di schifo, di felicità, di nostalgia: fate voi. Fatto sta che indifferenti non ci si riesce a rimanere.

Ma anche i filtri di Snapchat, le foto su Retrica, i capelli colorati di blu, di rosa o di viola. Le foto nei carrelli della spesa, di notte, quelle con le sigarette fumate di nascosto. Un mood vero e proprio, forse un po’ difficile da capire per le persone più giovani o più vecchie di quel decennio 1993-2003.

Di sottofondo a tutto questo, la musica. Scrivere “di sottofondo” è solo una convenzione, in realtà. Tumblr e tutte le sue tendenze originavano proprio dalla musica nel 90% delle volte. Impossibile non riportare la fissazione collettiva per l’album “AM” degli Arctic Monkeys, o l’ossessione (termini più miti non sono adatti) per “Sweater Weather” dei The Neighbourhood. Lana Del Rey era l’aspirazione massima a cui tutte le ragazze ambivano, mentre cantavano, con il rossetto rosso sbavato, “We were born to die“. E i The 1975? I Cigarettes After Sex? La fascinazione per band grunge anni ’90 come i Nirvana e i Soundgarden?

Se è un sogno, non svegliateci ora. Tumblr non era il posto più sano in cui si poteva bazzicare, è vero, ma noi 20-30enni di ora siamo un po’ tutt* figl* su*.

La Playlist di Cromosomi