Cinque canzoni da dedicare ad aprile

da | Apr 6, 2024 | Arte

Per tutte le volte che abbiamo fatto l’amore nei parcheggi deserti, svestiti di tutte le preoccupazioni; per quella volta che abbiamo baciato labbra secche macchiate dal vino rosso, per le volte che abbiamo inciampato in occhi azzurri che a pensarci bene poi, erano verdi come il pistacchio. Per tutte le volte che abbiamo spento candeline […]

Per tutte le volte che abbiamo fatto l’amore nei parcheggi deserti, svestiti di tutte le preoccupazioni; per quella volta che abbiamo baciato labbra secche macchiate dal vino rosso, per le volte che abbiamo inciampato in occhi azzurri che a pensarci bene poi, erano verdi come il pistacchio.

Per tutte le volte che abbiamo spento candeline ed espresso desideri che erano lontani da noi chilometri e chilometri: per voi, ma anche per noi cinque canzoni da dedicare ad aprile.

Fare mattina dello Stato Sociale è una di quelle canzoni che curano la nostalgia di qualcosa che ci piace ancora da morire. Perché amarsi a vent’anni fa male, è vero, ma a trenta fa anche peggio. Lo Stato Sociale ci ricorda quanto sia importante passare al setaccio i ricordi, un pò come si fa con la pasta fresca, e assicurarsi che nel frattempo non si siano trasformati in miti.

Aprile: il sole che inizia a colorare le giornate, le camice sbottonate e le t-shirt segnate da un rivolo di sudore.

In cielo si alzano gli Stormi, e sì, la hit di iosonouncane torna puntuale in ogni playlist facendoci dimenticare che troppo spesso indossiamo maglioni larghi il doppio dei nostri pensieri e grandi come le nostre ansie.

Per non conoscersi più e disperdersi come le traiettorie delle mongolfiere, in cuffia abbiamo bisogno di Quando sono con te degli Ex Otago. Un frastuono, una musica, una voce ci risvegliano dal tepore invernale: si torna a vivere. 

La travolgente inerzia musicale degli Espana Circo Este, con un piede nello ska e l’altro nella tradizione del klezmer balcanico, suona La revoluciòn es l’amor urlandoci in faccia l’inno alla vita in un aprile che metaforicamente ha tardato ad arrivare e che porta con sé la magia di un’estate che speriamo possa presto investirci. 

Se aprile è un’implosione di parole non dette che si arrovellano in gola senza il coraggio di uscire o se, al contrario, sia l’espressione più alta di sentimenti vivi che tornano a rifiorire è sicuramente una questione personale. 

Aprile non brilla ma neanche si nasconde e come diceva Franco Battiato, tra le resine dei pini, si fa chiara la mente come una nuvola. Una nuvola grande in questo Tiepido Aprile.

La Playlist di Cromosomi