Dopo l’anno d’oro di Lolloflow, arriva il nuovo EP. DEJAVU è il singolo d’esordio dell’intero album, con cui l’artista vuole tracciare un percorso musicale introspettivo e fortemente emotivo.
Lolloflow, classe ’97, noto soprattutto per due dei brani più amati del momento -“O Mar For” (Disco di Platino) ed “Origami all’alba” (Disco d’Oro) – lancia il nuovo EP DEJAVU: sette singoli in uscita l’8 marzo per Flamingo Management.
L’analisi di Lolloflow in DEJAVU
DEJAVU – RIMPIANTI – GIURAMI – TI PERDERO’ – METTO IL MONDO IN PAUSA – Foglie d’Autunno – VARIAZIONE D’AUTUNNO
Ecco i 7 brani che delineano il percorso dell’intero EP. Si evince immediatamente come i titoli siano concatenati tra loro, quasi consequenziali. Lo specchio di un percorso che ciascuno può riconoscere tra le più svariate fasi della propria vita.
Un ritmo inevitabilmente romantico lega quel momento in cui si teme che accada qualcosa subito, seguito dai tentativi di evitarlo, per poi ritrovarsi ripiegati nell’accettazione e -infine- rifiutare tutto il mondo e ciò che circonda i pensieri e i dolori dell’anima.
Questa notte vorrei urlare, solamente perché temo che sparirai
Che tu volerai via da me
Il brano gravita intorno alla potenza degli attimi di vita quotidiana che, legati a momenti di vita trascorsa, rimangono incastrati nei dejavu. Ritorni silenti e dolorosi, da una tale potenza evocativa da obbligare chiunque a riflessioni, ripensamenti e troppo spesso rimorsi e RIMPIANTI.
Pioverà un rimorso a dirmi che
Un sogno che svanisce fa male se
Perdi anche il bisogno di dirti che
No, non c’è un perché
Lolloflow, che nel suo EP d’esordio mescola armoniosamente l’urban trap al pop, tra melodie delicate e beat densi, non vuole regalare solo una chiave malinconica dei ricordi e dei dejavu, piuttosto vuole “umanizzare” i sentimenti dell’umano, le sofferenze, l‘inevitabile possibilità di sbagliare e di commettere errori, anche irreparabili.
La paura e l’amore sono il fulcro centrale del testo, la paura come causa e conseguenza di molti dei nostri atteggiamenti e soprattutto il dolore atroce che viene generato dai pensieri.
Dimmi, ti sembra un gioco? Davvero ti sembra normale?
Ok, non mi ricordo, pensare troppo mi fa male
Ti ho nella testa e non vai più via, oh
Dio, lo detesto, le notti che mi fai passare al freddo
Mi vedi e che fai? Mi spari nel petto, baby
Ecco perché DEJAVU può essere considerato un lavoro fortemente introspettivo, dedito alle debolezze dell’umano e in particolare all’accettazione di queste; è un percorso che intraprende Lolloflow su sé stesso e, con incredibile delicatezza ma al contempo determinazione, invita qualsiasi ascoltatore a fare ugualmente.
Queste le parole dell’artista:
“Tutti sbagliamo e talvolta si sbaglia anche quando si avverte il sentore di commettere errori, dannato dejavu. È la vita stessa che ci espone all’errore. È facile cadere quando si è in bilico ed è altrettanto facile ferirsi e ferire anime in bilico sopra i rasoi. Ma le persone che commettono errori inevitabilmente se ne pentono o se ne vergognano e, al tempo stesso, si perdonano, comprendendo che sbagliare è umano e fa parte del gioco della vita.
Nel mio EP racconto proprio questo: la mia vita. L’amore, le paure e gli errori ricorrenti che talvolta possono minare la serenità. Perdersi per poi ritrovarsi, sbagliare per poi ritornare sui propri passi, prendersi una pausa per allontanarsi da tutto ciò che è tossico e, in un modo o nell’altro, ci fa stare male.”










