Stai zitta è il grido contro la violenza di Alda

da | Mar 9, 2024 | Recensioni singoli

Cantare non è solo divertire, non è solo esporre la voce. A volte cantare è musicare le rime, prendere un tema difficile da affrontare e scioglierlo tra le note. L’8 marzo è la giornata internazionale dei diritti delle donne, ma non solo. Quest’anno, capitando proprio di venerdì, questa data ha concesso agli artisti l’opportunità di […]

Cantare non è solo divertire, non è solo esporre la voce. A volte cantare è musicare le rime, prendere un tema difficile da affrontare e scioglierlo tra le note. L’8 marzo è la giornata internazionale dei diritti delle donne, ma non solo. Quest’anno, capitando proprio di venerdì, questa data ha concesso agli artisti l’opportunità di far coincidere il giorno del drop con pezzi che sviscerano un concetto, una serie di eventi e nefandezze. STAI ZITTA è un’occasione presa al volo, da Alda, artista emergente che ha scelto di portare con carta e microfono un tema pesante ma di assoluta importanza come la violenza sulle donne.

Un climax psicologico: dalla violenza alla rinascita

STAI ZITTA si apre col tema della molestia, altamente sensibile ma preso di petto da Alda, che non lascia spazio ad altre interpretazioni. Il fatto di prendere con assoluta forza emotiva e trascinamento un tema del genere fa in modo che ogni singola frase, ogni parola, ogni sillaba del brano sia un fendente, comprensibile e rigorosa. Ma il processo non vuole essere un circolo vizioso, non deve mostrare solamente la sottomissione ad un anima crudele, pesante. L’obiettivo è quello di creare un percorso, un processo che vada a toccare sia la vittima di violenza, chi attua la violenza ma anche chi la consente, chi guarda e non fa niente.

La violenza di genere si può perpetrare in ogni luogo. Il ritornello in particolare ci mette davanti ad un’immagine tanto vera quanto devastante: quella di una donna, vittima di violenza, costretta nell’era COVID a sottostare tutto il giorno, tutti i giorni, ad una persona violenta. Alda ci mostra questa immagine cruda, diretta, ma bisogna comunque liberare gli occhi dal velo di Maya per riuscire a comprenderla fino in fondo, per capire pienamente questa enorme problematica sociale.

STAI ZITTA si conclude con la rinascita e con un no, secco.

L’ultima figura che l’artista prova a dipingere in musica è quella del riavvicinamento a sé, della rinascita. La violenza non potrà avere fine fino a quando non ci sarà la sconfitta di quel blocco che lascia invischiati nella relazione malata, nel rapporto con una persona violenta. Per arrivare a liberarsi, alla denuncia, alla fuga, ci troviamo davanti una donna nuova, che guardando prima sé stessa e poi ciò che ha intorno riesce ad emergere dal grigio, dal buio. Alla fine, una serie di no, che sembrano sussurrati ma sono in realtà di un’enorme forza emotiva: non c’è bisogno di dare spiegazione.

Questa canzone, che dal punto di vista musicale riesce a rafforzare l’importanza del testo, è necessaria. STAI ZITTA esiste perché di fondo c’è un problema. Alda è una voce, che, però, in sé, racchiude un enorme coro che comprende tutte le donne, in particolare quelle che ogni giorno subiscono quella violenza. L’8 Marzo è il giorno ideale per ricordare a tutti, a prescindere dal genere, che la violenza non è solo fisica, che non serve compiere un gesto come regalare dei fiori quando la propria coscienza è l’oscurità che intrappola una donna. L’8 Marzo esiste per ricordare qualcosa che di base dovrebbe già essere: il rispetto, la parità, la consapevolezza delle donne nella nostra società. E il singolo di Alda, STAI ZITTA, racchiude tutto questo.

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