Con 29,2 milioni di ascoltatori mensili, Stephen Sanchez si afferma come uno degli astri nascenti più incredibili degli ultimi anni.
Il giovanissimo artista, a soli 21 anni ha scalato le classifiche mondiali, diventando virale con la ballad Until I found you. Per la prima volta in tour in Europa, insieme ai The Moon Crests, l’artista ha scelto i Magazzini Generali come location per la sua tappa italiana, e noi di Cromosomi lo abbiamo incontrato per saperne di più su questa giovane star.
Il suo sound si ispira a quello degli anni ’50 – ’60, grazie alla famiglia: ci ha infatti raccontato di essere cresciuto con i vinili di quegli anni, grazie ai genitori e ai nonni. Sono stati proprio questi suoni ad ispirarlo nel comporre la musica che oggi l’ha reso tanto originale, quasi da essere scambiato per un cantante del passato. I suoi nonni infatti erano appassionati di dischi presi da diversi posti, e sono stati loro a fargli scoprire i pezzi che l’hanno fatto innamorare.
È stato spontaneo chiedergli infatti: ma cosa diresti ad Elvis se avessi la possibilità di parlarci? Anche se la domanda l’ha lasciato talmente spiazzato da dire:
Cavoli non lo so proprio… forse cosa mangia a colazione?
Stephen ha acquistato un’immensa popolarità nel giro di pochissimo tempo, e abbiamo parlato con lui del nuovo tour e dell’album, per entrare un po’ nel suo mondo.
Come ci si sente a diventare famosi tutto d’un tratto? Come te lo vivi il successo?
È folle, io e il mio team non ci sentiamo famosi né niente del genere. Ci rendiamo conto del successo quando arriviamo ad ogni show, e troviamo tantissime persone, siamo riusciti a fare tantissimi sold out, non c’è mai una venue vuota, e questo è incredibile!
Angel Face è il titolo del tuo album, come mai questa scelta? C’è una canzone a cui sei particolarmente legato?
La scelta è un po’ il sunto dell’immagine di donna creata dalle mie canzoni, è un po’ il mio ideale di bellezza. C’è una canzone che si chiama No One Knows che amo tantissimo, mi ricorda una vera canzone d’amore.
Abbiamo sicuramente intuito che l’amore è il tema principale della sua musica, ed è stato spontaneo domandarsi quale fosse allora la sua concezione d’amore.
Cos’è per te l’amore? Credi nell’amore a prima vista o hai una visione più razionale?
Io non credo esista l’amore a prima vista… Certo, quando vedi qualcuno che ti colpisce senti qualcosa dentro, ma non è quello l’amore. Io adesso sono innamorato, e credo di essermi sentito innamorato nel momento in cui conoscevo tutto il meglio ed il peggio di quella persona, e volevo scegliere tutti i lati di quella persona. Per me l’amore è la libertà di esistere con qualcuno mostrando tutto di sé ed essere scelti in ogni caso. Anche le mie canzoni infatti narrano un po’ questa mia idea dell’amore.
Parlando invece di scenari alternativi, cosa avresti voluto fare nella vita se non fossi diventato un cantante?
Probabilmente l’insegnante d’inglese, insegnare scrittura creativa, sai andare a scuola vestito elegante, insegnare ai bambini, mi piacerebbe molto!
Infine, avendo un po’ scoperto i suoi ideali, e il suo background, ci siamo chiesti da dove partisse il suo processo creativo, cosa fosse in grado di ispirarlo e quale sia il suo scopo come musicista, cosa significhi per lui fare musica.
Di solito parto dai miei pensieri, li scrivo su un foglietto, o sul mio telefono, poi cerco di elaborare un testo completo, e provo ad aggiungere una chitarra che si adatti a ciò che ho scritto. Tendenzialmente ciò che mi ispira sono i momenti trascorsi con le persone, i ricordi. Vengo ispirato da un dialogo, da delle parole dette, più che da un paesaggio. Sono gli altri il mio paesaggio. Il mio obiettivo è quello di creare concept dietro ai miei album, delle storie, dei personaggi.
Stephen Sanchez è una nuova promessa che ha tanto da offrire e da raccontare, e i suoi numeri ne sono la prova, è stato bellissimo poter scoprire un’anima così antica in un artista così giovane.










