Da dieci giorni non si fa altro che parlare del ritorno della Dogo Gang che “all’improvviso”, dopo 10 anni, ha deciso di tornare sulla scena. Era il 2017 quando le strade di Gué Pequeno (all’epoca), Jake La Furia e Don Joe si sono separate dando il via a progetti solisti, anche se ufficialmente non si sono mai sciolti. Il loro ultimo album insieme risale, invece, al 2014, quando uscì Non siamo più quelli di Mi Fist.
Le carriere dei tre artisti sono andate avanti e si sono consolidate. Gué ha dato il via a diversi progetti di successo, non ultimo Madreperla del 2022 o il precedente lavoro Guesus, diventando una colonna portante del genere e punto di riferimento per i nuovi arrivati sulla scena. Jake La Furia aveva fatto un joint album, 17, con Emis Killa e lo scorso anno ha pubblicato Ferro del mestiere. Don Joe, invece, ha prodotto Milano soprano nel 2021 e Don dada quest’anno.
E’ un ritorno in grande stile quello della Dogo Gang.
Era già da un po’ che si sentiva vociferare un possibile ritorno dei Dogo e, a sorpresa, con l’apertura di un account e un misterioso video su Instagram, hanno confermato la reunion. Il modo è stato insolito: il contenuto ricorda il trailer di un film. Sembra presagire quello che vedremo sul palco il prossimo anno.
Il videoclip è ambientato in una misteriosa notte a Milano, un po’ Gotham City per l’occasione, e non sembrano avere tutti i torti visti i continui avvenimenti” In ogni caso, i protagonisti sono Claudio Santamaria e il sindaco di Milano, Beppe Sala. Non sembra casuale che Santamaria sia nel video, visto che aveva doppiato Batman, interpretato da Christian Bale, in ben tre film. I due si ritrovano sul tetto di un palazzo e sono costretti a chiamare in soccorso i tre “anti-eroi” milanesi.
Quasi come un film del cavaliere oscuro, ma qui la regia è di Marc Lucas, compare nel cielo il simbolo del cane a tre teste, il cerbero, che li rappresenta da sempre. Il trio rap milanese, quindi, è chiamato ad intervenire sulla scena musicale della city e non solo.
Ma cosa aspettarci da questo ritorno?
I Dogo sono considerati tra i più importanti rapper italiani poiché hanno cambiato le regole del genere, rinnovando soprattutto il linguaggio in un periodo in cui il rap era considerato marginale, poiché trattavano temi e argomenti particolari.
I Club Dogo non hanno mai avuto il timore di raccontare con autenticità storie di strada e un po’ underground, in cui si parla anche di rabbia, droga, risse e situazioni affini. Hanno influenzato tutto quello che è venuto dopo, unendo al rap anche l’hip hop, la techno, il rock, e riuscendo ad arrivare ad un pubblico eterogeneo.
Quando uscì Mi Fist, la scena composta dalla prima generazione di rapper, ha dovuto cedere il posto alla novità, che era rappresentata dai Club Dogo. I temi delle canzoni erano quasi un tabù, molti ragazzini le ascoltavano di nascosto perché si parlava di storie quasi ai margini per il periodo storico.
Con le loro canzoni, questi argomenti sono stati normalizzati e hanno posto le basi per la nuova generazione di trapper.
Se le storie di lusso, materialismo, droga e carcere sono le protagoniste dei testi nei brani di oggi, è grazie a loro. Questo ritorno quindi lascia presagire la teoria che riaffacciandosi insieme sulla scena, possano portare delle novità e sdoganare altri aspetti che al momento non possiamo nemmeno immaginare.
A solo un giorno dall’annuncio del loro ritorno, i Club Dogo sono rientrati nella 44ma posizione della classifica Daily Top Artist di Spotify. Dopo aver annunciato le prime tre date al Forum di Assago per il 2024, raggiungendo il sold out in pochissimo, hanno conquistato le 10 date sold out, solo a Milano. Ci saranno quindi 110mila persone circa che andranno a vedere i Dogo live, anche tutti quei ragazzi delle nuove generazioni che sono cresciuti con la loro musica ma che non ha avuto la possibilità di ascoltarli dal vivo.
“Tutti vogliono vedere i Dogo, Dogo, Dogo, Dogo”
Al momento non sappiamo se il progetto includa solo i live a Milano o se ci sarà un tour. La domanda che tutti si pongono è se ci regaleranno un nuovo album insieme o se si vogliono solo celebrare i vecchi tempi. Nella prima ipotesi, ovvero un album a dieci anni di distanza, ci sarebbe tanto da dire. Dopo molto lavoro da solisti, sarebbero pronti a portare delle novità?










