Portare un festival musicale in Italia non è il più semplice degli eventi. Portare un festival hip hop in Italia non era mai stato fatto, soprattutto di queste dimensioni. L’ippodromo sold out è un evento più unico che raro. Tutti in trepidante attesa di uno show che profumava di storia, nell’atto di farsi. La scaletta sembrava un conseguirsi di aperture, da Kid Yugi a Salmo, tutti per introdurre il king del rap. Ora seguiteci, ripercorriamo passo passo uno show che farà culto nei secoli, il Marrageddon.
Prego, sedetevi comodi, sta cominciando lo show
La scaletta degli artisti parte da Kid Yugi, emergente prodigio che si sta prendendo lentamente prendendo uno spazio sempre maggiore all’interno della scena. L’invito al Marrageddon ne è la prova. La sua esibizione conteneva tutta l’emozione delle prime volte, di chi è sulla strada per farcela. Qualche sbavatura c’è stata, ma nel complesso Kid si è dimostrato un artista dal futuro scritto in positivo. Con lui sono saliti Nerissima Serpe e Tony Boy, un grido alla nuova wave che si sta facendo spazio.
Una traccia diventa un milli, un grammo è diventato un chilo
Il chilo è diventato un giro, quel giro che adesso è mio
La parentesi meno azzeccata di tutto il festival è stato il pezzo di Miles. Uno dei migliori produttori italiani, eppure il suo dj set non ha entusiasmato particolarmente la folla, apparsa abbastanza spenta.
Ed ecco la prima sorpresa del Marrageddon: Brava Gente live, Ensi e Nerone, hanno portato una buona dose di rap fatto come si deve davanti a buona parte del pubblico pagante dell’ippodromo. E che qualità.
L’entrata di Anna ha ravvivato ulteriormente le truppe, che al suono delle sue hit ha ritrovato voce ed entusiasmo. Piccolo off topic: Anna dal vivo dimostra tutto il suo talento musicale, a prescindere dal fatto che la musica possa o meno piacere. Bando al Marrageddon può passare sottotraccia, ma è la prova che l’artista ha dato a se stessa. Guarda Anna, sei arrivata fino a lì, e non hai ancora finito. Con lei è salito sul palco Artie Five, un altro degli emergenti forti usciti negli ultimi tempi, con strofa e ritornello in Anelli e Collane.
I due artisti successivi sono divisivi per quanto riguarda le loro performance, per questo li portiamo insieme. Paky e Shiva non hanno retto, per quanto riguarda la performance live, al livello portato dagli altri artisti al Marrageddon. Ma il pubblico è il reale metro di giudizio, ed è stato largamente coinvolto dalle esibizioni dei due. Un fatto curioso è stata l’uscita del principino di Milano dal palco, fatta con indifferenza e stizza, probabilmente per fare spazio al fenomeno che l’ha seguito.
Tedua. Ripetiamo insieme, Tedua.
Più atteso del suo ingresso forse c’è solo quello del padrone di casa. Al Marrageddon ha portato le sue hit, Paradiso Artificiale per la prima volta con Kid Yugi, ma soprattutto l’energia e la consapevolezza di un artista che si dimostra sempre di più totale e vicino all’Olimpo, alla vetta. Fatto sta che con Mario da Genova inizia il concerto dei big.
Il Marrageddon ha portato sul palco Fibra, Salmo, Noyz, Marracash e Guè nello stesso giorno e posto in poche ore di distanza. Praticamente la storia del rap italiano si è dato il cambio sul palco davanti ad un pubblico enorme. Fibra ha portato una buona dose di rap fatto alla vecchia maniera, suonando pezzi risalenti anche al 2004. Il tutto fatto in maniera impeccabile, naturalmente. Il vero showman degli artisti di apertura è Salmo, che si conferma come uno tra, se non il, migliore artista live in Italia. Meno di un’ora che però caricano l’ippodromo, perchè il padrone di casa è in attesa. E Marra ci ha dato giusto un assaggio del suo show proprio in collaborazione con Noyz e Salmo.
Le due ore e mezza di Marracash non si possono raccontare a chi non c’era. Un rispolvero della sua carriera, una scalata da quando era un bambino siciliano impiantato a Milano, fino ad essere il king del rap. Le coreografie, i corpi di ballo, fanno tutto da contorno. Lo show live di Santeria è la vera essenza del Marrageddon, Salvador Dalì è la pietra miliare, la miglior esibizione. Difficile da scegliere, è sempre una questione di gusti personali. Lo Show è stato un viaggio nel tempo ed ha portato ai suoi più grandi successi recenti, che hanno pienamente coinvolto tutto l’ippodromo, anche i più giovani, anche i meno attenti.
La conclusione dello show, con Crudelia e il ritorno del 64bars live, ha coronato un festival semplicemente meraviglioso, destinato a restare impresso nella storia, una sorta di Codice della musica italiana. Brivido è in classifica da più di 10 anni, Santeria è il miglior joint album mai scritto, Marracash e Guè sono performer spettacolari, a tutto tondo, con un’esperienza stratosferica. Ciò che resta a chi l’ha vissuto live è la possibilità di poter raccontare a chi non c’era l’epicità dell’evento. Per chi non c’è stato, ascoltando il racconto del festival può risentire ogni artista, ogni goccia di sudore, ogni canzone gridata sotto al palco.










