Roma, 27 giugno 2023, si aprono le porte del Rock in Roma per lasciare spazio alla terza tappa del tour dei Coma Cose, e noi di Cromosomi ovviamente c’eravamo.
Quasi perfettamente puntuali alle 22 le luci si spengono e inizia ad entrare la band, composta anche da un inaspettato violoncello elettrico. La batteria insieme ai sintetizzatori danno inizio al rituale di inizio concerto, il preludio di quello che ci aspetterà di li a poco: un’ora e 40 minuti di bassi potentissimi e momenti aspri e dolcissimi che ci spettineranno i capelli fino alla radice.
La scaletta studiata a puntino è lunghissima, e proprio per accontentare chiunque, il duo milanese lascia pochissimo spazio alle chiacchiere e sputa un pezzo dopo l’altro senza neanche darci il tempo di respirare.
Non mancano i classiconi come America Lattina, Fiamme negli Occhi, Mancarsi per i più nostalgici e il pezzo cult di Sanremo 2023 L’ADDIO. Non mancano neanche momenti più intimi e particolari, per esempio quando improvvisamente sul palco entra una panchina di legno con tanto di piccoli alberelli e un lampione nano, bhe chi se l’aspettava di urlare a squarciagola Vita Spericolata, Don’t Look Back In Anger e altri piccoli estratti da falò a cappella con tanto di chitarra.
Nessuno ha paura dei Coma cose
Una delle cose che mi hanno colpito di più è stato vedere una miriade di generazioni a confronto, tutte perfettamente al loro posto e nessuno che poteva sembrare o sentirsi fuori luogo. Dalla mamma ormai in terza età al bambino così piccolo che doveva portare le cuffie per attutire un minimo il rumore e non rischiare di strapazzare quei dolcissimi timpani, passando per i giovani e i meno giovani.
Se mi chiedessero di fare una stima sull’età media sarei in seria difficoltà , proprio perché è impossibile parlarne in termini anagrafici, un collagene di esseri umani che condivide un attitudine e un modo di porsi al mondo e si trova a suo agio nella traduzione del presente dei Coma Cose.
Ho visto saltare chiunque, dal bambino in braccio al papà a chi se ne faceva un altro rischiava di rompersi il menisco. Ed è proprio questa la forza dei Coma Cose: Riuscire a estraniarsi dai generi visti come gabbia generazionale e abbracciare chiunque abbia la capacità di lasciarsi andare a un flusso che si fa fatica a fermare.
Il meraviglioso modo di stare sul palco dei Coma Cose che ho visto ieri sera mi fa venire in mente il teatro, dove tutti sono al centro dell’attenzione anche quando sono dietro le quinte. Un duo che non si sovrappone ma si avvicina…Il mondo magico dei Coma Cose, dove non c’è posto per la competizione e si celebra l’arte antica della compenetrazione.
Volenti o nolenti, demoni o santi, puristi o tolleranti questo è un live che va visto, con gli occhi attenti di chi gioca a dama con i sentimenti.










