Morfina è il primo album di Rebecca, 8 brani usciti il 12 maggio 2023 uno più a fuoco dell’altro.
Morfina è il frutto di un lavoro che parte da lontano, un album che racchiude singoli già editi come Luna, Eclissi e Osiride, già usciti tra il 2022 e il 2023 che già si presentavano come parte di un lavoro molto più completo, l’incipit di un libro che fin dalle prime pagine sai già che finirai piangendo. Un’enciclopedia dell’anima di Rebecca che finalmente possiamo ascoltare per intero, con la vecchia forma dell’album che non punta ai piani più alti delle classifiche, ma che si pone come una voce che vorrebbe solo essere compresa.
Libera di sbagliare, stanca di aspettare, un po’ stronza, un po’ sola, prigioniera di questa mia età
I sacri e benedetti schiaffi del primo album
Come da tradizione i primi album sono da sempre, almeno per chi è pronto ed è disposto a stupirsi e a mettersi in discussione, uno schiaffo in pieno viso. I primi album sono un tuffo nel vuoto, un grandissimo lavoro e dispendio di energie fisiche e mentali che non sai mai se poi verranno ripagati in qualche modo. Ma risultano sempre come necessari, almeno per quelli che ti colpiscono, e questo è il caso di Morfina di Rebecca.
Un album che fin dai primi brani ti fa capire la direzione in cui vuole andare, il lavoro sulle metriche e sulle strumentali sceltissime ti fa rimanere incollato a fissare la copertina pensando che era un po’ che non ascoltavi una roba così nuova e fresca.
Morfina è il brano che apre l’album, e direi poco timidamente ci fa capire che da li in poi tutto si evolverà in un mondo dove ci ritroviamo senza cartina dal quale non vogliamo uscire e non desideriamo altro che perderci. Un brano esplosivo che con il suo ritornello così dolce crea un contrasto che ci spettina i pensieri.
Passando per Osiride ci accorgiamo della versatilità di questa artista che riesce a passare dalla strumentale di Morfina ai suoni caldi e sensuali come li lento ballo del fuoco di un falò.
Piango lacrime vuote sulle tue mani ghiacciate.
Sono sola con te, rido ora che sento la tua voce nel vento, la tua Iside…
Passando per la dolcezza di Navicella, arriviamo a Luna ed è proprio li che la prima lacrima si fa sentire e apre le dighe del pianto più totale, un pezzo che trasuda una fragilità che ti fa accapponare la pelle, una vulnerabilità sincera e mai celata…un pezzetto di anima, forse il più importante.
E come si fa con i grandi libri dove il finale sembra quasi che nessuno lo sappia per quanto è stato bello il viaggio, allora questa piccola parte che va a chiudere il disco la lascio scoprire a voi.
e io senza svelarvi nulla spero di avervi incuriosito l’anima.










