Aiello: “Romantico” è una presa bene totale”

da | Mag 26, 2023 | Interviste

E’ venerdì, giorno di nuove uscite, di nuovi amori, di nuovi incontri, di nuove feste. Questa settimana siamo bombardati (piacevolmente) da un sacco di pezzi e album inediti finora. La scelta è vastissima, ce n’è per tutti i gusti. Uno fra questi è il terzo disco di AIELLO, ROMANTICO. E’ un disco fresco, pop, che […]

E’ venerdì, giorno di nuove uscite, di nuovi amori, di nuovi incontri, di nuove feste. Questa settimana siamo bombardati (piacevolmente) da un sacco di pezzi e album inediti finora. La scelta è vastissima, ce n’è per tutti i gusti. Uno fra questi è il terzo disco di AIELLO, ROMANTICO. E’ un disco fresco, pop, che sa proprio di estate. Ma sa anche di vita vera. Noi di Cromosomi abbiamo deciso di farci due chiacchiere per saperne qualcosa di più, ma anche per capire cosa aspettarci dal suo imminente tour estivo e autunnale. Bando alle ciance, via con le parole di AIELLO.

Ciao AIELLO, come va?

Tutto bene, grazie. Tu?

Bene. Come ti senti per l’uscita di ROMANTICO?

Adrenalinico, molto felice ma anche abbastanza ansioso.

Da dove nasce l’ispirazione?

Da un percorso che ho fatto in questi ultimi due anni. E’ un percorso su più binari. Uno è proprio più a livello personale, mentale, di ricerca di serenità, di libertà, di togliermi una serie di zavorre, di asciugare una serie di arrabbiature e anche di appianare difetti di approccio alla vita. Quella voglia di dimostrare, che è una cosa che nel lungo periodo ti intossica. Ho iniziato un percorso per farmi prendere tutto molto meglio, tanto è vero che questo disco è una presa bene totale, perché ho ritrovato leggerezza. In questi due anni, in questo percorso che ho fatto, ho preso le mie batoste sentimentali e le ho date. in questo scambio di do e prendo, ho realizzato che raccontarsi duri è una gran fatica e un gran peccato. Quindi mi sono detto:”Eh, io sono romantico“. E’ il momento di dirlo con coraggio. Viviamo in un momento molto tossico, dove ci soddisfa più un like, un commento, un direct, anziché un invito a cena e una grande, bella nottata di sesso. Io sono per questo versante: fare la cena, incontrarsi e divertirsi. Meno per lo scrolling del telefono tutto il giorno. E’ arrivato il momento di dirlo a me stesso e ho deciso di farci un disco.

Alla fine la musica è stata anche una terapia.

E’ stato un lavoro terapeutico. Mentre lavoravo su di me, scrivevo. E’ una condivisione, un manifesto in qualche modo. Come ho detto al Primo Maggio, invito tutti a bussare alla porta della persona che ci piace, parlarle, strapparle un bacio, afferrarsi, vedersi, toccarsi, dirsi cose belle.

 

Ascoltando l’album, mi è sembrato di capire che in ROMANTICO parli molto di esperienze e di vita vissuta.

Ho sempre scritto in maniera molto autentica e diretta di cose reali, provando ogni tanto a mascherarmi per non spogliarmi totalmente. Sono uno che ha scritto sempre della vita vissuta e reale. Questa volta, nella ricerca musicale e del suono che ho fatto insieme ai produttori ho scelto di essere più diretto e immediato, di ritornare a una produzione fresca e meno stratificata. In MERIDIONALE, che è un disco che ho amato e che amo tanto, c’era tantissima roba mescolata. Era un lavoro di sperimentazione musicale molto bello ma molto intenso. Qui c’è un lavoro di ricerca di suono, ma più immediato. Odio le definizioni dei generi, ma c’è tanto r’n’b, c’è tanto soul, un po’ di indie, un po’ di rock’n’roll. L’unico pezzo dal retrogusto latin è Non ti vado via con Gaia. 

Mi è sembrato un disco più fresco, più pop, più orecchiabile.

Ho asciugato quella mia ansia di dimostrare che posso, che sono in grado. E’ un’ansia che ti uccide, che ti mette a rischio ed è una grande fatica. L’avevo durante il secondo disco, che doveva confermare che questo posto me lo merito. E’ una roba pesante da sentire sulle spalle e sul petto questo approccio, che ho voluto totalmente togliere. Sono tornato a fare la musica in maniera leggera, meno col peso di doverti far capire che io posso, che è una cosa anche molto tenera, in effetti. Quando mi guardo dietro e vedo l’Antonio di MERIDIONALE mi intenerisco, perché lo vedo che aveva questa tenera voglia di dimostrarsi. Io ovviamente adesso ho l’ansia di piacerti, perché così è questo mestiere e la vita in generale, purtroppo o per fortuna. Ho però lavorato in modo più leggero, me la sono goduta ed è stata una bellissima esperienza.

Se il tuo primo album è quello d’esordio, il secondo è quello della riconferma, il terzo è l’album del…

Della presa bene totale! Il secondo è stato da parte mia questa voglia di voler confermare, che quindi ha creato una fatica e più strati prima di arrivare a prenderti subito la canzone. Dentro c’erano canzoni molto belle che hanno avuto anche riconoscimento, però secondo me questo disco è una presa bene totale ed è come mi auguro di scrivere tutti i prossimi.

Come descriveresti ROMANTICO usando solamente tre parole e perché?

Coraggioso, fresco e leggero. Coraggioso perché ancora una volta io ho scritto senza freni, raccontando la mia vita senza farmi troppe pippe mentali e ragionamenti. Fresco perché è una presa bene totale, è un disco che ti metti in macchina, abbassi i finestrini e dalla prima all’ultima canzone te lo ascolti. Non mi era mai successo, quando finisco il disco, di aprire il link dei pezzi e di non sapere con quale partire, perché tutti mi piacevano allo stesso modo. Leggero perché è una leggerezza che amo definire calviniana, non della supercialità o del pressapochismo. C’è vita vera, una ricerca di suoni, di scrittura. E’ leggero perché sorvola su alcune dinamiche pesanti della vita e si sente destinato a una grande bellezza e a una grande luce.

 

C’è qualche artista che magari ti può avere ispirato per questo nuovo sound?

In verità ho ascoltato diversi artisti, ma non saprei dirtene uno preciso. Ho ascoltato molti artisti internazionali. Gli italiani li stimo tanto, ma evito di farmi influenzare in fase di lavoro, perché essendo troppo vicini mi dispiacerebbe sentire delle somiglianze gratuite. Poi siamo tutti figli di questo mondo, quindi inevitabilmente qualche contaminazione c’è. Quando sbircio altrove, sbircio sempre all’estero. Ho produttori nuovi, come SINE, che viene da una scelta urban molto dura, e Simonetta. Mi sono aperto, perché poi c’è sempre un filo conduttore, BRAIL, presente in quasi tutti i pezzi.

I featuring ci hanno colpiti molto. Da dove nascono?

Ho fatto delle scelte puramente di cuore e di arte. Durante Non ti vado via sentivo di volere una donna con una voce e un mood molto latin ma leggero. Quindi ho pensato subito a Gaia che mi sa sempre di mare, di freschezza, di nuvole leggere. Quando ha ascoltato il pezzo, ne è rimasto subito entusiasta. E’ venuta in studio, ha scritto la sua parte e abbiamo registrato il pezzo. C’è un rapporto di affetto e di stima, non eravamo sconosciuti. Con Alessandra Amoroso c’è un rapporto speciale, perché ci vogliamo un bene speciale. Ho una stima per lei infinta. Una notte ascoltavamo le demo del mio disco. Ci siamo soffermati su P.A.N.C. Lei si è commossa e mi ha proposto di fare il provino. Mi sembrava una roba bellissima, perché Alessandra è vocalmente potentissima ed è una ragazza fatta di cose belle, che mi ha fatto un regalo partecipando a questo pezzo.

Tra poco parte il ROMANTICO tour. Cosa ci dobbiamo aspettare?

Ho deciso di fare poche date estive, perché ci siamo affacciati molto tardi con i live. Il disco l’ho finito più tardi rispetto al previsto. Riscaldiamo i motori con le date estive e poi facciamo il tour autunnale nei club tra novembre e dicembre. E’ il momento più bello di questo mestiere, di questa fortuna che io ho. Ci saranno momenti in cui si suderà, ci si prenderà a schiaffi in maniera simpatica, si ballera, si piangerà (ma in modo liberatorio), ci si abbraccerà. Ci sarà il primo disco, il secondo e soprattutto ROMANTICO.

 

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