Il ritorno a grandi casse dell’Officina della Camomilla, fuori dal 28 aprile col nuovo singolo Dandy Candy pubblicato da Hachiko Dischi e distribuito da ADA Music Italy, ci fa ben sperare in un nuovo mega allucinogeno progetto.
Il brano segna il ritorno discografico di uno dei gruppi di culto della scena alternativa italiana dopo l’annuncio della presenza al MI AMI di quest’anno, dove la band sarà ospite venerdì 26 maggio.
Dandy Candy non è una canzone di celebrazione, ma la continuazione di un progetto per un tempo sopito, con nuove idee e la stessa voglia di trasmettere un’istantanea di vita senza retorica tronfia o ambizione alcuna: l’Officina della Camomilla ritorna sulla scena con una poetica ancora una volta unica, dolce, surreale, allucinatoria ed evocativa.
Il nuovo singolo della band è intriso di riferimenti, di quegli oggetti buttati così, tipici della musica indie italiana, come binomi fantastici di una scrittura che gira e rigira ma torna sempre alla contemporaneità di certi momenti, tanto quanto la forza di alcune malinconie.
i nostri giorni stupendi
Campari Soda, Fred Perry
come un catalogo MUBI
allucinati forever
Dandy Candy è il primo assaggio del ritorno, con un significativo upgrade nella produzione senza perdere il carattere lo-fi che ha caratterizzato la band fin da subito. Con questo inedito, De Leo conferma l’innata capacità dell’Officia della Camomilla di muoversi tra stati allucinatori e rave, in diretto contatto con modalità, tendenze e parole chiave attuali, oggi come dieci anni fa.
Ai meno attenti riguardo gli sviluppi della musica indie italiana, il nome di Francesco De Leo potrebbe non dire molto, ma dal 2008 al 2017 il suo progetto possiamo definirlo tra i più nostalgici e tristi – in senso romanticamente saudadiano – per argomenti e melodie, ma che ci ha fatto ballicchiare non poche volte, e questo è importante.
De Leo e il suo gruppo riescono abilmente a trasportarci nel loro immaginario sognante e psichedelico con soffici sinth e influenze latine-sudamericane, e non me ne vogliate ma un po’ di mood da sana adolescenza serve, necessario per distaccarsi col pensiero da un mondo troppo adulto e frenetico.
LSD, in skate andiamo via dalla città
Dandy candy, dandy candy
Con le pistole in mano la-la la-la-la
Dandy candy, dandy candy
Il mio cuore è un rave, andiamo via dalla città
Dandy candy, dandy candy
Dando fuoco al cielo, Paranoid Park
La-la-la, la-la-la, scia-la-la
La cifra stilistica dell’Officina della Camomilla è la leggerezza della loro musica, che esprime “ciò che passa fuori dalla finestra“, la finestra con vista sui Navigli, il Parco Sempione, l’Area C, Brera e Milano.
Gli stessi personaggi di Dandy Candy, reali o immaginari, non hanno paura di parlare né di essere descritti, e le figure che si incontrano e scivolano veloci come il paesaggio attraverso le grandi finestre di un tram, accennano appena a quei giovani che in fondo siamo (stati) anche noi.
Quindi, scusate, ma io continuo ad ascoltare solo musica orrenda, ribaltare i poeti e saltare la cena, e se non vi piace fa lo stesso.










