Nel nuovo singolo di Chiello, Milano Dannata, c’è tutto: ricordi e nostalgia, ma anche il distacco definitivo dagli FSK.
Trasferirsi a Milano per “svoltare” non è solo uno stereotipo. Soprattutto per un artista significa entrare in contatto diretto con il mondo dello spettacolo, allargare il proprio giro di conoscenze, avere più opportunità di suonare e far conoscere la propria musica. Figuriamoci se sei nato e cresciuto in una piccola provincia (a Venosa, vicino Potenza, in questo caso) dove è complicato già solo dire di essere un trapper senza essere schernito e le occasioni di investire sulla tua carriera artistica sono pressoché pari allo zero. Devono aver pensato questo Chiello, Taxi B e Sapobully, all’epoca gli FSK Satellite, quando a 18 anni, prima di finire la scuola, hanno deciso di trasferirsi prima a Genova e poi a Milano.
A Venosa era troppo difficile registrare: innanzitutto non c’era uno studio di registrazione. L’unico era a Bari che era troppo lontano. Era veramente troppo difficile, eravamo solo noi. Non eravamo a nostro agio. Così c’era un produttore che conoscevamo bene a Genova, Demo, e lo abbiamo raggiunto.
Quello che Chiello racconta nella bellissima intervista rilasciata a Billboard è che andare via dal loro paesino d’origine fu quasi una scelta forzata. Ma lasciare il proprio safe place e lanciarsi nel vuoto può presentare diverse insidie.
Milano Dannata, tra nostalgia e sguardo al futuro
È proprio da qui che parte il racconto di Milano Dannata, il nuovo singolo di Chiello uscito lo scorso venerdì 17 marzo. È una lettera a cuore aperto che l’artista scrive al se stesso di qualche anno fa e ai suoi amici, quelli partiti dal niente insieme a lui per inseguire il successo. Lo fa in maniera quasi paternalistica, con un tono nostalgico e accorato allo stesso tempo.
A distanza di poco tempo sembra aver raggiunto tutt’altra maturità rispetto a quando “eravamo troppo fatti, eravamo troppo stupidi”, eppure oggi Rocco Modello, questo il suo vero nome, ha solo 23 anni. Parla di quegli anni a Milano con gli FSK in modo compiaciuto ma anche amareggiato, come chi, guardandosi indietro, sembra avere più rimpianti che altro. Certo, è stato un passaggio fondamentale per la sua carriera, ma per essere ciò che è oggi Chiello ha dovuto staccarsi da quella realtà.
Giocavamo a fare i grandi
Ferri sporchi, soldi facili
Inseguendo sogni lucidi, che alla fine ci han portato qui
Però non siamo più gli stessi
Alberi con i rami secchi
Quelle parole, “alberi con i rami secchi” , rendono benissimo l’idea. Una struggente presa di consapevolezza che quei tempi sono andati, una frase da artista a fine carriera che nostalgicamente ripensa ai bei tempi andati. E invece la vera carriera di Chiello è appena iniziata, il suo primo disco da solista Oceano Paradiso è stato un grande successo e ha segnato una svolta tanto inaspettata quanto riuscita dal punto di vista stilistico.
Ora con Milano Dannata si guarda già al futuro, a quel prossimo disco in cantiere che l’artista non vede l’ora di far uscire. E anche, però, al passato, perché Milano Dannata è probabilmente il definitivo congedo artistico dai suoi (per sempre) amici degli FSK, ammesso che ce ne fosse bisogno.










