Dalle atmosfere urban pop sempre più catchy, Guida spericolata dei bnkr44, guarda alle malleabilità energetiche del pop elettronico.
Spensierato, fresco, ma soprattutto giovane: Guida spericolata è l’inno della GEN Z
Quanto è difficile essere leggeri? Adesso che gli anni iniziano a pesarmi sulle esperienze, che fingo di non conoscere il disordine, riesco a darmi una risposta. O forse dovrei dire, riesco a pormi la domanda. I bnkr44 mi riportano indietro nel tempo, trascinandomi all’interno di uno scenario che non ha bisogno di parole per raccontarsi.
La classica tecnica dello “Show don’t tell”.
L’impatto è inevitabile: sono lì, negli anni in cui Fabri Fibra pubblicava “Guerra e Pace“, in cui disegnavo “Rose Nere” sopra qualsiasi superficie del mio corpo, in cui mi sentivo libera di non dare la caccia al tempo.
Guida spericolata è la scala reale delle fonti dirette, la stretta di mano per eccellenza, l’essenza in etimo dell’affermazione Hic et Nunc
Se c’è una cosa che ho capito della musica è che ogni canzone ha un metodo di funzionamento a se. Guida spericolata, appunto, non ha la pretesa di rinchiuderti all’interno di uno scenario univoco, anzi. E’ l’impatto energetico che muove il colore e alimenta la poliedricità del pezzo.
Ed in quale miglior modo, il collettivo empolese, avrebbe potuto raccontarci questa spensieratezza se non facendocela provare?
Il fuoco della canzone è, inevitabilmente, l’amore. Non starò però qui a focalizzarmi sull’impatto febbrile e sbarazzino della storia stessa e chiederei anche a voi di oltrepassare questo elemento. Ciò su cui m’interessa che posiate lo sguardo è il linguaggio, la modalità quasi disincantata e disinteressata con cui si racconta questa elettricità.
Metriche lisce, fluide, parole semplicemente reperibili e visualizzabili. E’ lo scenario del poco che si rivela abbastanza. La storia della parola raccontata attraverso sguardo. La fotografia dell’autovelox che ci trova in eccesso di velocità emotive, ma che comunque non ci fa diminuire il passo.










